Tre giorni, sette edizioni, un patrimonio regionale che si rimette in moto. Dal 15 al 17 maggio la Tenuta Ambelia di Militello Val di Catania — bene della Regione Siciliana gestito dall’Istituto per l’Incremento Ippico — torna ad aprire i cancelli per la Fiera Mediterranea del Cavallo, uno degli appuntamenti equestri più attesi del Sud Italia. Quest’anno il programma si allarga: accanto alle gare e alle razze autoctone siciliane, arriva anche un incontro commerciale internazionale con cinquanta aziende enogastronomiche dell’isola e importatori da quattro continenti.
Il ritorno alla Tenuta
C’è un luogo in Sicilia dove il cavallo non è solo sport: è memoria, identità, paesaggio. La Tenuta Ambelia, nel cuore del Catanese, incarna tutto questo da secoli. Ogni maggio, grazie alla Fiera Mediterranea del Cavallo, quella storia si fa presente — e si trasforma in tre giornate aperte a famiglie, tecnici, allevatori e visitatori da tutta Italia.
La settima edizione parte venerdì 15 maggio con una cerimonia inaugurale non casuale: è il giorno in cui la Sicilia celebra l’anniversario dello Statuto di autonomia, approvato nel 1946. All’alzabandiera saranno presenti numerose scolaresche, a confermare la vocazione didattica e civica dell’evento.
Le gare: dalla Sicilia a Fieracavalli Verona
Il cuore agonistico della manifestazione batte nel Campo Trinacria, dove si terrà il Concorso di Salto a Ostacoli 128×128 by Fieracavalli Verona. Non si tratta di una competizione locale: è l’unica tappa di selezione per l’Italia meridionale dei binomi che ambiscono a gareggiare a Verona, la fiera equestre più importante d’Europa. Per molti cavalieri del Sud, Ambelia è il passaggio obbligato verso quel palcoscenico.
Parallelo e altrettanto ricco è il programma dedicato alla Monta Western, con gare, clinic tenuti da campioni europei e dimostrazioni dei cavalli siciliani impiegati in questa disciplina. Spazio anche al mondo degli Attacchi — sia da competizione che di tradizione — con pezzi unici provenienti da collezioni private che raramente si vedono in un contesto pubblico.
Razze autoctone: un patrimonio che rischia di sparire
Uno degli aspetti più delicati — e preziosi — della Fiera è la vetrina dedicata alle razze autoctone siciliane. Sanfratellano, Cavallo Siciliano, Purosangue Orientale Siculo: nomi che raccontano secoli di selezione naturale e cultura rurale. Accanto a loro, gli asini Ragusani, Panteschi e i Grigi Siciliani, razze a rischio di estinzione che trovano ad Ambelia uno dei pochi spazi istituzionali dove essere presentate al grande pubblico.
La sezione allevatoriale prevede anche una tappa ufficiale del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf), con prove di andatura, obbedienza, morfologia e salto in libertà: un momento tecnico che vale come punto di riferimento nazionale per il settore.
Le famiglie, i bambini, l’equitazione assistita
La Fiera non è solo per gli addetti ai lavori. Una parte significativa del programma guarda alle famiglie e ai più giovani: laboratori, battesimo della sella, giochi con gli asini e un’area dedicata ai bambini pensata per avvicinarli al mondo equestre in modo naturale.
C’è però un aspetto che distingue Ambelia da molti altri eventi simili: la presenza stabile di un centro di equitazione assistita, attivo da anni proprio nella tenuta. Non si tratta di un’attività simbolica, ma di un servizio concreto rivolto a persone con disabilità fisiche e cognitive. Durante la Fiera, questo centro avrà una visibilità speciale — un messaggio che vale quanto qualsiasi programma sportivo.
Il Gala Equestre e lo spettacolo serale
Sabato 16 e domenica 17, al calar del sole, Ambelia si trasforma. Il Gala Equestre — tradizionale clou della manifestazione — porta in scena coreografie equestri, esibizioni artistiche e performance che mescolano tecnica e spettacolo. È il momento in cui anche chi non conosce il mondo del cavallo rimane senza parole.
In parallelo, l’Ambelia Talent Show darà spazio a giovani performer che si misurano con le discipline equestri più scenografiche: un’occasione di visibilità rara, e un segnale di quanto la Fiera stia investendo sulla formazione della prossima generazione.
Sette edizioni sono un percorso, non un punto d’arrivo. La Fiera Mediterranea del Cavallo ha costruito nel tempo una credibilità che poche manifestazioni del Sud possono vantare: riconoscimento tecnico nazionale, razze tutelate, famiglie coinvolte, buyer internazionali attratti. Il tutto in una tenuta che appartiene alla Regione Siciliana — e che, almeno per tre giorni all’anno, appartiene davvero a tutti.




