Con l’arrivo della stagione calda torna attiva nelle campagne siciliane la Malmignatta (Latrodectus tredecimguttatus), conosciuta anche come vedova nera mediterranea. Il ragno è presente in tutta la Sicilia e nelle isole, predilige ambienti aridi e assolati — pietraie, muretti a secco, fessure nel terreno — ed è attivo da maggio a novembre.
Si riconosce facilmente: corpo e zampe neri e lucidi, con 13 macchie rosse caratteristiche su addome e dorso. La femmina può raggiungere i 15 mm di lunghezza, il maschio è notevolmente più piccolo, tra i 4 e i 7 mm. Non è un ragno aggressivo e non attacca spontaneamente, ma può mordere se disturbato o se avvicinato inavvertitamente alla propria tana.
Il rischio maggiore riguarda chi lavora nei campi: braccianti agricoli e raccoglitori di ortaggi o frutta, specie durante i mesi estivi, quando le femmine — dopo la deposizione delle uova — diventano più reattive e iniettano quantità di veleno più elevate. Le parti del corpo più esposte sono mani e braccia, se non adeguatamente protette.
Secondo uno studio condotto in Albania tra il 2009 e il 2018, gli effetti del veleno risultano più gravi con il caldo intenso e in soggetti con peso corporeo ridotto: i bambini sotto i 15 kg sono considerati particolarmente vulnerabili. La stagione, le dimensioni della femmina e il suo stadio di sviluppo influenzano la quantità di veleno iniettato.
Il veleno contiene α-latrotossina, una tossina che agisce sulle membrane delle cellule nervose. La reazione provocata — nota come Latrodectismo — si manifesta con crampi, rigidità muscolare, sudorazione, nausea, cefalea, febbre e dolori addominali. A livello locale compaiono gonfiore e rossore nella zona del morso. Il dolore è immediato e può intensificarsi nelle ore successive, durando fino a uno o due giorni. I casi mortali sono documentati ma estremamente rari: la letteratura medica ne riporta solo due in Italia fino al 2020.
Secondo i Manuali MSD (Merck Sharp & Dohme), in caso di morso da vedova nera è necessario pulire immediatamente la ferita e applicare ghiaccio per attenuare il dolore. È indispensabile recarsi al Pronto Soccorso senza ritardi per le terapie del caso e, nei casi più gravi, per la somministrazione dell’antidoto specifico.



