A maggio scatta l’aumento a 36 ore per il personale part-time dei comuni in dissesto; stanziati 1,5 milioni di euro per otto enti siciliani. L’On. Ignazio Abbate ha annunciato l’imminente sblocco delle risorse per l’integrazione oraria dipendenti Ispica e di altri sette comuni dell’Isola, come confermato oggi 6 maggio 2026. L’operazione permetterà il passaggio a 36 ore settimanali per il personale part-time, grazie a uno stanziamento complessivo di 1.500.000 euro inserito nell’ultima manovra finanziaria della Regione Siciliana.
I fondi sono destinati specificamente ai Comuni in dissesto finanziario con una popolazione compresa tra i 15 e i 25 mila abitanti e che presentano almeno il 50% di personale in regime di tempo parziale. L’iter burocratico è giunto alla fase finale con il censimento dei requisiti richiesti agli enti interessati.
Secondo quanto dichiarato dall’On. Ignazio Abbate, l’Assessorato ha già ricevuto i dati necessari dal Comune di Ispica per quantificare le somme da erogare. “L’assessorato sarà in grado di mettere a disposizione le risorse per coprire 8 mesi di integrazione a 36 ore”, ha specificato il parlamentare regionale, sottolineando che l’obiettivo è superare la soglia critica del part-time che ha gravato su salari e contributi previdenziali.
Una clausola specifica della norma prevede che, in caso di residui dopo la ripartizione dei fondi tra gli otto comuni aventi diritto, le somme eccedenti possano essere reinvestite localmente. Tali risorse extra saranno vincolate al potenziamento di servizi essenziali per la cittadinanza, quali la mensa e il trasporto scolastico.
Il provvedimento mira a stabilizzare l’efficienza amministrativa in enti che devono rispondere alle necessità di oltre 16.000 residenti, pur operando in condizioni di criticità finanziaria. L’integrazione oraria è vista come uno strumento per garantire uffici più operativi e dare risposte certe alle istanze del territorio, valorizzando il senso di responsabilità dimostrato dai lavoratori in questi mesi di incertezza.
Il percorso legislativo, iniziato lo scorso dicembre, si conclude dunque con il trasferimento materiale delle somme nelle casse comunali. Sulla gestione del personale negli enti locali della zona, la discussione resta aperta anche in vista della programmazione dei servizi per il prossimo anno scolastico.




