Una maxi-operazione per il recupero reti fantasma a Siracusa è stata programmata per il prossimo 13 maggio 2026 all’interno dell’Area Marina Protetta del Plemmirio. L’intervento, promosso dalla Fondazione Marevivo in sinergia con Arca Fondi SGR e la Banca Agricola Popolare di Sicilia (BAPS), mira a rimuovere una barriera di nylon e plastica lunga tra i 300 e i 500 metri individuata sui fondali.
Il fenomeno delle “ghost nets” rappresenta una delle minacce più silenziose e letali per l’ecosistema marino globale. Secondo i dati della FAO e dell’UNEP, ogni anno vengono disperse in mare circa 640.000 tonnellate di attrezzi da pesca, che continuano a “pescare” per decenni, intrappolando tartarughe, mammiferi marini e soffocando le praterie di posidonia. Nel Mediterraneo, si stima che le reti abbandonate costituiscano una fetta significativa dei rifiuti plastici presenti sui fondali, alterando la biodiversità delle zone protette.
L’operazione del 13 maggio si concentrerà nel delicato tratto costiero compreso tra Ortigia e Ognina, dove la rete individuata mette a rischio la flora e la fauna locale. La rimozione di questo materiale non è solo una questione di pulizia, ma un atto di ripristino ambientale necessario per garantire la sopravvivenza di specie protette che abitano i fondali siracusani. Il programma della giornata prevede l’inizio dei lavori sulla banchina alle 09:30, dove avverrà la predisposizione tecnica delle reti recuperate dai subacquei specializzati.
L’iniziativa vedrà la partecipazione attiva delle istituzioni locali e dei partner privati, a testimonianza di come la tutela ambientale sia diventata un driver centrale per la responsabilità sociale d’impresa nel settore bancario e finanziario. Alle ore 09:45 è prevista l’accoglienza delle Autorità, seguita alle 10:30 da una sessione di approfondimento con la stampa. Tra i relatori figurano Nico Saraceno, Direttore Marketing BAPS, e Andrea Garino, Responsabile Servizio Prodotti, Comunicazione & Marketing Arca Fondi SGR.
L’evento si concluderà alle ore 11:00 con una documentazione fotografica dell’operazione compiuta, volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di una pesca più responsabile e su un monitoraggio costante degli abissi.



