Il vulcano Stromboli mostra nuovi segnali di energia con un’intensa attività di spattering e l’emissione di una colata lavica che sta percorrendo il versante della Sciara del Fuoco. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) monitora costantemente l’evoluzione del fenomeno, che vede il magma fuoriuscire dall’area craterica Nord.
Secondo l’ultimo bollettino dell’Osservatorio Etneo di Catania, un’attività di ‘spattering’ alimenta, con intensità variabile, un’attività effusiva da tracimazione lavica. Questo processo ha generato un braccio lavico il cui fronte più avanzato si attesta al momento nella parte medio-alta della Sciara del Fuoco, visibile chiaramente dalle telecamere di sorveglianza termica posizionate a quota 400 metri e a Punta Labronzo.
Il monitoraggio tecnico evidenzia come l’attività stromboliana prosegua senza sosta in entrambe le aree crateriche, coinvolgendo i settori Nord e Centro-Sud. Gli esperti sottolineano che, dal punto di vista sismico, l’ampiezza media del tremore vulcanico si attesta attualmente all’interno della fascia dei valori alti. Questo dato indica una forte pressione del magma nei condotti interni, fattore che sostiene l’attuale fase di tracimazione superficiale.
La situazione attuale rientra nel quadro della dinamica ordinaria del vulcano, sebbene il passaggio del tremore vulcanico verso la fascia alta richieda una soglia di attenzione superiore per la gestione della protezione civile locale. La morfologia della Sciara permette alla lava di scivolare rapidamente verso il mare, provocando spesso il rotolamento di blocchi incandescenti che raggiungono la linea di costa, creando spettacolari nubi di vapore.
Al momento non si segnalano variazioni significative nelle deformazioni del suolo, ma il monitoraggio resta serrato per intercettare eventuali variazioni repentine della pressione magmatica. La popolazione e i turisti presenti sulle Isole Eolie seguono con fiato sospeso l’evoluzione naturale, consapevoli che il delicato equilibrio dello “Stromboli” può mutare in base alla frequenza delle esplosioni ai crateri sommitali.




