L’Assessorato ai Beni Culturali finanzia il recupero di due opere del Cinquecento, tra cui una scultura attribuita a Gian Domenico Gagini. L’Assessorato regionale ai Beni Culturali ha decretato il finanziamento per il restauro statue Madonna Scicli, destinando risorse specifiche per il recupero di due pregevoli simulacri del XVI secolo. La notizia, comunicata ufficialmente al sindaco Mario Marino dall’onorevole Giorgio Assenza, riguarda due opere custodite negli edifici di culto del territorio sciclitano, affidando la gestione degli interventi alla Sovrintendenza di Ragusa.
Il provvedimento mira a salvaguardare il patrimonio artistico locale, garantendo la conservazione di manufatti che rappresentano snodi fondamentali per la storia dell’arte del sud-est siciliano. I fondi permetteranno l’affidamento dei lavori a restauratori accreditati sotto la supervisione degli uffici competenti.
Il primo dei due decreti riguarda la statua della Madonna del Suffragio (foto sotto), opera di autore ignoto ma di chiara impronta cinquecentesca, attualmente conservata nella Chiesa di San Giuseppe.

Per questo intervento è stato stanziato un importo di 15 mila euro. L’opera, prima della collocazione attuale, era originariamente ospitata nella chiesa della Maddalena, situata in via Peralta.
Il secondo finanziamento, pari a 9.200 euro, è destinato alla statua in pietra calcarea della Madonna delle Milizie, oggi custodita presso la Chiesa di Santa Caterina da Siena a Donnalucata. Questa specifica scultura riveste un ruolo di primaria importanza per la comunità, poiché studi recenti ne hanno confermato l’attribuzione alla bottega dei Gagini.
L’attribuzione della Madonna delle Milizie è frutto delle ricerche condotte dallo studioso Francesco Pellegrino. Attraverso l’analisi di un documento notarile datato 9 dicembre 1544, è stato possibile accertare che l’opera fu realizzata dal palermitano Gian Domenico Gagini “senior” negli anni Quaranta del Cinquecento.
Il documento cita una commessa per una statua di San Leonardo (oggi perduta) che i confrati della Chiesa di San Giovanni Evangelista richiesero “con la stessa pietra” utilizzata per la già esistente immagine della Madonna delle Milizie. Questa evidenza documentale inserisce ufficialmente Scicli nel circuito delle città siciliane che ospitano opere autografe della celebre famiglia di scultori ticinese-siciliana.




