L’Associazione Ragusani nel Mondo organizza a Ragusa un incontro per analizzare la migrazione giovanile locale, approfondendo le cause e le possibili soluzioni per trattenere i talenti nel territorio. L’appuntamento è fissato per il prossimo 16 maggio presso la Chiesa della Badia.
Il fenomeno migratorio che coinvolge i giovani della provincia verso l’estero o le regioni settentrionali rappresenta una realtà consolidata. Questo flusso incide in modo significativo sull’equilibrio demografico e socio-economico del capoluogo ibleo, privandolo di competenze professionali e capitale umano.
Il convegno, patrocinato dal Comune di Ragusa, si aprirà con una relazione tecnica curata dalla d.ssa Delfina Licata, responsabile del Rapporto Italiani nel Mondo per la Fondazione Migrantes. L’analisi si concentrerà sulla fascia d’età compresa tra i 25 e i 34 anni, segmento demografico che più di altri sceglie di lasciare l’isola dopo la formazione.
Secondo gli organizzatori, la migrazione viene spesso percepita come un investimento necessario a causa delle incertezze occupazionali locali. Tuttavia, questo processo genera un’erosione della popolazione più attiva, che rientra nella comunità d’origine solo in minima parte, trasformando il distacco in una perdita strutturale per il tessuto produttivo.
Il dibattito vedrà anche la partecipazione di Ilaria Del Bianco, past presidente dell’UNAIE, per inquadrare il tema all’interno della rete delle associazioni degli immigrati ed emigrati. Sarà un momento di confronto per comprendere se la partenza sia un “distacco obbligato” o una “occasione mancata”.
La gestione di questa sfida generazionale passerà attraverso il contributo delle istituzioni e degli uffici tecnici. L’assessore Simone Di grandi interverrà per conto dell’ANCI Sicilia per illustrare il ruolo dei comuni, mentre il direttore dell’Ufficio Provinciale del Lavoro, Giovanni Vindigni, presenterà un progetto volto a migliorare l’incontro tra domanda e offerta occupazionale.
Nel corso della mattinata saranno presentate le testimonianze dirette di giovani ragusani che hanno già intrapreso percorsi lavorativi fuori dai confini regionali. Il racconto delle loro esperienze servirà a delineare i vantaggi e le criticità legati alla scelta di abbandonare il proprio territorio d’origine per cercare fortuna altrove.
L’ultima sessione dell’incontro sarà dedicata alle proposte del Polo informatico e della Rete di imprese locale. L’obiettivo dichiarato non è il blocco della mobilità, ma la creazione di un contesto che renda la comunità ragusana un luogo attrattivo per chi desidera progettare il proprio futuro professionale in Sicilia.
Il convegno conta sul contributo del Libero Consorzio Comunale di Ragusa e dell’Ufficio Migrantes della Diocesi, coinvolgendo attivamente scuole, università e associazioni di categoria.



