Un errore tecnico nella Certificazione Unica rischia di compromettere la detrazione sul cuneo fiscale prevista per il 2024. L’anomalia riguarda la nuova sezione introdotta dopo la Legge di Bilancio e coinvolge beneficiari di Naspi, cassa integrazione e maternità, secondo quanto segnalato dai Caaf Cgil. L’Inps ha corretto le CU dal 31 marzo, ma chi ha già scaricato il modello precedente potrebbe perdere fino a 1.000 euro di detrazione.
La detrazione sul cuneo fiscale, trasformata dalla Legge di Bilancio 2024 in un beneficio Irpef diretto, può saltare per un errore nella casella 718 della Certificazione Unica. L’anomalia, confermata dall’Inps dopo le segnalazioni dei Caaf Cgil, riguarda l’indicazione del codice che determina l’accesso allo sconto. Per circa due milioni di posizioni, l’Istituto aveva inizialmente inserito il codice 2, che esclude il contribuente dal beneficio.
L’errore è stato corretto e le CU aggiornate sono disponibili dal 31 marzo sul portale Inps (fonte: Inps, comunicazione ufficiale). Tuttavia, chi ha già scaricato la versione precedente o utilizza la dichiarazione precompilata senza controlli rischia di perdere la detrazione.
Perché la casella 718 è decisiva per il bonus
La casella 718 è stata introdotta per verificare se il reddito percepito rientra nei limiti previsti dalla detrazione sul cuneo fiscale. Secondo la norma (fonte: Legge di Bilancio 2024), il sostituto d’imposta deve indicare:
- codice 1 → reddito compatibile con la detrazione
- codice 2 → reddito non compatibile
L’inserimento errato del codice 2 impedisce all’Agenzia delle Entrate di riconoscere automaticamente il bonus Irpef.
Categorie più esposte al rischio
Le segnalazioni non riguardano solo i beneficiari di prestazioni Inps. Secondo il Consorzio nazionale Caaf Cgil, guidato da Monica Iviglia, emergono anomalie anche in altri comparti:
- precari della scuola, con errori sui giorni di servizio dei supplenti temporanei
- operai edili, oltre un milione di lavoratori, per i quali non è chiaro se l’indennità professionale rientri tra i redditi che danno diritto alla detrazione (variabilità legata al CCNL Edilizia)
In questi casi, la correzione dipende dal datore di lavoro: il Caf non può modificare autonomamente la CU, come previsto dalle regole dell’Agenzia delle Entrate (livello A).
Quanto si rischia di perdere
L’impatto economico non è marginale. Secondo i parametri della detrazione:
- fino a 20.000 euro di reddito, il beneficio può arrivare a 960 euro
- tra 20.000 e 40.000 euro, la detrazione massima sfiora i 1.000 euro
Simulazione numerica
Un dipendente del settore commercio (CCNL Terziario) con reddito annuo di 18.500 euro avrebbe diritto a una detrazione di circa 900 euro. Se nella CU compare erroneamente il codice 2, la precompilata non applica il beneficio e il contribuente riceve un rimborso più basso di 900 euro.
Caso pratico: supplente breve nella scuola
Un supplente temporaneo con contratto di 20 giorni può trovarsi con un numero di giornate errato nella CU. Poiché il reddito dei supplenti è spesso discontinuo, la detrazione dipende dalla corretta indicazione dei giorni lavorati. Se il dato è sbagliato, la precompilata può escludere il bonus anche se il reddito reale è inferiore ai 20.000 euro.
Sanzioni e ostacoli per i datori di lavoro
La Cgil ha chiesto al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti di azzerare le sanzioni per le aziende che rettificano le CU. Oggi, la correzione costa circa 100 euro per documento, un importo che scoraggia molti datori di lavoro dal procedere rapidamente.
Questa prassi (livello C) rallenta le rettifiche e aumenta il rischio per i contribuenti.
Chi è escluso dal problema
Restano generalmente fuori dal rischio:
- lavoratori con CU emesse da grandi aziende con sistemi automatizzati
- dipendenti pubblici con certificazioni generate tramite NoiPA
- pensionati con CU Inps già aggiornata dopo il 31 marzo
Tuttavia, anche in questi casi è consigliabile verificare la presenza del codice corretto.
Quando e come controllare la CU
La verifica è semplice:
- accedere al portale Inps e scaricare la CU aggiornata
- controllare la casella 718
- verificare che il codice sia coerente con il proprio reddito
- in caso di errore, chiedere al datore di lavoro la rettifica
L’Agenzia delle Entrate specifica che la precompilata non può correggere automaticamente i dati della CU (fonte: Agenzia delle Entrate).
Perché non affidarsi alla precompilata “alla cieca”
La dichiarazione precompilata applica la detrazione solo se la CU è corretta. Chi conferma il modello senza controlli rischia di perdere il beneficio per tutto l’anno fiscale.



