Le certificazioni uniche errate rischiano di incidere sul calcolo delle nuove detrazioni introdotte con il cuneo fiscale 2025. Il problema riguarda in particolare i lavoratori iscritti alle Casse edili, per i quali manca ancora un chiarimento ufficiale dell’Agenzia delle Entrate sul trattamento di alcune prestazioni integrative.
La questione emerge mentre i contribuenti stanno predisponendo la dichiarazione dei redditi relativa ai redditi percepiti nel 2025. In gioco ci sono bonus e maggiori detrazioni che, secondo le regole introdotte dalla manovra approvata a fine 2024, possono aumentare il netto in busta paga fino a circa 1.000 euro annui, ma solo entro determinate soglie reddituali.
Casse edili e CU errate: perché il reddito complessivo diventa decisivo
Il nuovo sistema che ha sostituito la precedente decontribuzione prevede un beneficio variabile in base al reddito complessivo del lavoratore. Le aliquote indicate dalla normativa sono:
- 7,1% fino a 8.500 euro;
- 5,3% fino a 15.000 euro;
- 4,8% fino a 20.000 euro;
- detrazione fissa di 1.000 euro tra 20.000 e 32.000 euro;
- meccanismo decrescente tra 32.000 e 40.000 euro.
Oltre i 40.000 euro il beneficio non spetta.
Il nodo interpretativo riguarda quali somme debbano essere incluse nel reddito complessivo. Le Casse edili erogano infatti diverse prestazioni integrative previste dalla bilateralità del settore costruzioni, tra cui l’Anzianità professionale edile (Ape) e contributi come borse di studio per i figli dei lavoratori.
La Commissione nazionale paritetica per le Casse edili, in una comunicazione inviata il 27 aprile agli enti aderenti, ha spiegato di aver chiesto indicazioni ufficiali all’Agenzia delle Entrate sulla corretta interpretazione delle norme fiscali. Al momento, però, non è arrivata una risposta definitiva.
Il rischio sulle detrazioni nella dichiarazione precompilata
La criticità riguarda il fatto che un’errata indicazione dei redditi nelle certificazioni uniche può modificare lo scaglione di appartenenza del contribuente. Anche poche centinaia di euro inserite o escluse dal reddito complessivo possono incidere sull’ammontare delle detrazioni spettanti.
Un esempio illustrativo aiuta a comprendere l’impatto pratico. Un operaio edile con reddito da lavoro dipendente pari a 31.700 euro rientra nella fascia che dà diritto alla detrazione fissa di 1.000 euro. Se nella CU venissero conteggiate ulteriori somme per 600 euro legate a prestazioni della Cassa edile, il reddito salirebbe a 32.300 euro, facendo entrare il lavoratore nella fascia successiva, dove il beneficio viene ridotto con una formula decrescente prevista dalla normativa fiscale.
In casi differenti, il problema potrebbe anche comportare l’attribuzione di un bonus non spettante, con successivo recupero da parte del Fisco in sede di conguaglio o controllo.
Le segnalazioni di Caf e sindacati
La segnalazione pubblica delle anomalie è arrivata dalla CGIL, che ha riferito di verifiche effettuate dai Caf territoriali su numerose certificazioni uniche.
Secondo quanto indicato dal sindacato, i problemi non riguarderebbero esclusivamente il comparto edile. Sarebbero emersi casi anche in altri settori produttivi e nelle certificazioni relative ai detenuti che svolgono attività lavorativa all’esterno degli istituti penitenziari.
In precedenza erano state rilevate anomalie anche nelle certificazioni predisposte dall’INPS per alcune indennità. L’istituto previdenziale aveva successivamente corretto e ritrasmesso le CU aggiornate.
La situazione attuale coinvolge soprattutto i sostituti d’imposta privati, quindi aziende ed enti bilaterali tenuti all’invio delle certificazioni fiscali.
La posizione dell’Agenzia delle Entrate
Dopo le prime segnalazioni, l’Agenzia delle Entrate ha diffuso una comunicazione nella quale ha spiegato che alcuni sostituti d’imposta hanno già corretto le anomalie rilevate e trasmesso nuovamente le certificazioni.
L’Agenzia ha precisato che la dichiarazione precompilata 2026 viene aggiornata con i nuovi dati ricevuti e che le rettifiche potranno essere trasmesse fino al 14 maggio, termine entro cui la precompilata resterà disponibile in modalità consultazione.
Per i lavoratori del settore costruzioni, però, resta aperta la questione interpretativa sulle prestazioni delle Casse edili. Senza un chiarimento ufficiale, Caf e contribuenti rischiano di trovarsi di fronte a criteri applicativi differenti nella compilazione delle dichiarazioni.
Differenze tra settori e casi particolari
Nel settore edile il problema assume una rilevanza specifica perché il sistema delle Casse edili, disciplinato dai contratti collettivi del comparto costruzioni, prevede prestazioni aggiuntive che non sono presenti in molti altri CCNL.
La natura fiscale di queste somme può incidere direttamente sul reddito complessivo utilizzato per il calcolo delle nuove detrazioni. Diverso è invece il caso di premi aziendali o welfare contrattuale previsti da altri contratti collettivi, che seguono regole fiscali differenti a seconda della tipologia di beneficio riconosciuto.
Un ulteriore elemento da considerare riguarda i contribuenti che utilizzano la dichiarazione precompilata senza modifiche. Se eventuali errori nelle CU non venissero corretti in tempo, il dato potrebbe confluire automaticamente nella dichiarazione fiscale.
Per questo Caf e consulenti del lavoro stanno invitando i lavoratori a verificare attentamente le certificazioni ricevute prima dell’invio definitivo del modello 730 o Redditi.



