L’Inps ha pubblicato il certificato di pensione 2026, il modello ObisM, con gli importi aggiornati alla rivalutazione dell’1,4% e alla riforma Irpef 2026. Il documento è disponibile dal 30 aprile 2026 nell’area riservata MyInps, come indicato nel messaggio n. 1443. Il modello riepiloga assegni, trattenute e condizioni fiscali per i titolari di pensioni e prestazioni assistenziali erogate dall’Istituto.
Come scaricare il certificato di pensione 2026 da MyInps
Il modello ObisM è consultabile esclusivamente online. Per accedere serve un’identità digitale: Spid, Cie livello 3, Cns, Pin dispositivo per i residenti all’estero senza documenti italiani, oppure sistema eIdas. Il percorso indicato dall’Inps parte da “Pensione e Previdenza”, prosegue su “Cedolino della pensione”, “Utilizza il servizio” e infine “Certificato di pensione: Modello Obis/M”.
L’Istituto ha comunicato la disponibilità con il messaggio n. 1443 del 30 aprile 2026. Non è previsto invio cartaceo: il documento va scaricato in autonomia dall’area personale. Questa è la procedura unica per tutti i pensionati, senza eccezioni sul territorio nazionale.
Cosa contiene il modello ObisM aggiornato al 2026
Il certificato riporta i dati anagrafici del titolare, il tipo, la categoria e la decorrenza della pensione. Tra le voci principali figura l’importo della perequazione automatica 2026 pari al +1,4%, applicata dal 1° gennaio. Sono indicati gli importi mensili lordi delle rate da gennaio, l’eventuale tredicesima mensilità e la quattordicesima per chi ne ha diritto.
Nel dettaglio fiscale compaiono le ritenute Irpef, le addizionali regionali e comunali, le detrazioni d’imposta applicate, le trattenute associative, le cessioni del quinto e altri vincoli. Il documento segnala anche gli avvisi sull’incumulabilità con redditi da lavoro per chi percepisce pensioni anticipate come Quota 100, 102, 103 e per i lavoratori precoci. Presente pure la scadenza triennale dell’assegno ordinario di invalidità.
Ma non tutti lo ricevono. Il modello ObisM non viene emesso per le prestazioni di accompagnamento alla pensione, perché non soggette a rivalutazione annuale. Si tratta di APe Sociale, Isopensione, indennità dei contratti di espansione e assegni straordinari di sostegno al reddito. Fa eccezione l’indennizzo per cessazione definitiva dell’attività commerciale, che viene rivalutato e quindi incluso.
Il documento diventa quindi lo strumento ufficiale per controllare se gli aumenti sono stati applicati correttamente.
Come leggere gli importi di gennaio, dicembre e tredicesima
Gli importi in pagamento sono suddivisi in tre colonne: la prima per gennaio, la seconda per dicembre, la terza per la tredicesima. Secondo quanto riportato da Inps, questi sono i mesi in cui l’assegno netto varia per effetto della cessazione delle addizionali locali a dicembre e del conguaglio fiscale sulla tredicesima.
Da febbraio a novembre l’importo è generalmente identico a gennaio. L’eccezione riguarda i residenti nei Comuni con addizionale Irpef: da marzo a novembre si applica una ritenuta del 30% dell’addizionale comunale dovuta per l’anno in corso, con lieve riduzione del netto.
Per chi percepisce sia una pensione ordinaria sia una prestazione di accompagnamento, il certificato di pensione 2026 riporta solo i dati della prestazione previdenziale. L’Inps conferma che le altre voci sono escluse dal riepilogo.
In base ai dati ufficiali, la rivalutazione dell’1,4% interessa tutte le pensioni soggette a perequazione automatica. L’adeguamento Irpef 2026 incide invece su ritenute e detrazioni indicate nel modello.
Per maggiori informazioni si può consultare la sezione dedicata sul portale istituzionale dell’Inps. Chi ha dubbi sugli importi può rivolgersi ai patronati o consultare la guida aggiornata disponibile su quotidianodiragusa.it.



