La comunità iblea ha dato ufficialmente inizio oggi, 1° maggio 2026, alla Festa Maria Santissima Medaglia, compatrona della città di Ragusa. Il programma religioso, che si sviluppa all’interno della Cattedrale di San Giovanni Battista, prevede un fitto calendario di appuntamenti per tutto il mese mariano, aprendosi con la tradizionale novena e le celebrazioni eucaristiche quotidiane delle ore 9.00 e 19.00.
L’avvio delle celebrazioni segna un momento di particolare rilevanza per la diocesi, che si prepara a festeggiare, mercoledì 6 maggio, il suo 76° anniversario di fondazione. Il programma entrerà nel vivo a partire da giovedì 7 maggio con l’inizio del triduo di preparazione, che vedrà l’alternanza di diversi sacerdoti alla guida dei riti, tra cui don Riccardo Bocchieri e don Paolo La Terra.
La storia e le origini del culto mariano a Ragusa
La devozione legata alla Festa Maria Santissima Medaglia affonda le proprie radici storiche nel 1840. Il culto fu introdotto nel capoluogo dai sacerdoti Salvatore Ferrera, Giacomo Gurrieri e Mario Di Stefano, i quali si ispirarono alle apparizioni della Vergine a Santa Caterina Labouré, avvenute a Parigi nel 1830. Secondo la tradizione religiosa, la Madonna chiese espressamente la coniazione di una medaglia che recasse l’iscrizione: “O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi”.
Una tradizione che dura da oltre un secolo. Nel corso dei decenni, i festeggiamenti si sono arricchiti di elementi tipici della pietà popolare siciliana, come le processioni lungo le vie cittadine e la realizzazione di archi floreali. Un ruolo centrale è da sempre ricoperto dalla Schola cantorum della Cattedrale, che esegue musiche composte da autori locali, mantenendo vivo il legame tra arte sacra e identità territoriale.
L’impatto delle festività religiose nel territorio ibleo
Il turismo religioso e le feste patronali rappresentano un pilastro fondamentale per l’economia e la coesione sociale della provincia di Ragusa. Eventi come quello dedicato alla compatrona attirano non solo i residenti, ma anche numerosi pellegrini dai comuni limitrofi, alimentando un indotto che coinvolge i settori della ricettività e del commercio locale. La valorizzazione dei centri storici attraverso queste ricorrenze è una strategia consolidata per mantenere alta l’attrattività dei borghi barocchi.



