La Procura di Pavia ha impresso una svolta nelle indagini sull’omicidio Chiara Poggi Sempio, notificando al 38enne un invito a comparire per l’interrogatorio fissato il prossimo 6 maggio. Secondo quanto riportato dagli atti giudiziari, il capo di imputazione è stato modificato da omicidio in concorso a omicidio volontario. La ricostruzione dei magistrati pavesi e dei carabinieri del nucleo investigativo di Milano, come riporta Ansa, ipotizza che il delitto sia avvenuto “per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”.
Agli atti viene contestata anche l’aggravante della crudeltà. Gli inquirenti basano tale accusa sull’efferatezza dell’azione e sul numero delle ferite riscontrate sul corpo della giovane: sono state infatti rilevate almeno 12 lesioni tra il cranio e il volto. La dinamica descritta dai pm parla di una colluttazione iniziale seguita da una reiterata violenza che avrebbe portato alla morte della ventiseienne.
La ricostruzione della Procura e le aggravanti contestate
In base ai dati ufficiali contenuti nell’imputazione, Andrea Sempio avrebbe colpito ripetutamente Chiara Poggi con un corpo contundente, facendola cadere a terra e perdere i sensi. Nonostante la vittima avesse provato a reagire mettendosi carponi, sarebbe stata colpita nuovamente fino all’incoscienza. Successivamente, il corpo sarebbe stato fatto scivolare lungo le scale della cantina dove l’aggressore l’avrebbe colpita altre quattro o cinque volte, cagionandone il decesso.
Questa nuova ricostruzione punta i riflettori su un unico responsabile, eliminando l’ipotesi del concorso di persone inizialmente vagliata. L’aggravante della crudeltà, sottolineano gli inquirenti, è motivata dall’intensità dei colpi inferti a una vittima già incosciente e indifesa. Il quadro accusatorio si fa estremamente pesante.
La replica della difesa: “Movente sessuale assurdo”
L’avvocata Angela Taccia, che assiste Sempio insieme al collega Liborio Cataliotti, ha riferito che l’indagato non riesce a capacitarsi di questo scenario. Come confermato dai legali, Sempio ribadisce di non aver avuto frequentazioni sociali con la ragazza e di averla vista raramente in casa, poiché “quando lui andava in casa, Chiara Poggi era a lavorare”. La difesa ha definito l’imputazione “elastica e mutevole”, sottolineando come sia ancora in corso la fase delle indagini preliminari.
“Quello che ci ha lasciato abbastanza basiti è il fatto che è stata aggiunta pure l’aggravante della crudeltà, che era stata tolta a Stasi”, ha dichiarato l’avvocata Taccia, aggiungendo di non comprendere come, dopo 19 anni, venga inserito tale elemento tecnico. La strategia difensiva verrà definita solo dopo l’ostensione degli atti, ma appare probabile che l’indagato scelga di non rispondere durante l’interrogatorio del 6 maggio.
Il caso di Garlasco rimane uno dei misteri giudiziari più lunghi della cronaca nera italiana, con implicazioni che continuano a scuotere l’opinione pubblica nazionale. (Fonte Ansa)




