Il Ministero dell’Interno ha definito le procedure per il nuovo concorso da Commissari della Polizia di Stato. Il sogno di indossare la divisa da dirigente della Polizia di Stato passa per un iter selettivo tra i più rigorosi in Italia. Non basta più solo “studiare”: servono identità digitale, PEC e una forma fisica impeccabile. Se stai pensando di inviare la domanda, ecco i dettagli che fanno la differenza tra l’esclusione e il successo.
Domanda online: occhio a SPID e PEC
Dimenticate la carta. La candidatura corre sui binari digitali:
- Accesso: Solo tramite SPID o CIE (Carta di Identità Elettronica).
- Comunicazioni: È obbligatorio avere una PEC (Posta Elettronica Certificata) personale. Se sei già un poliziotto, puoi usare l’indirizzo corporate. Senza PEC, la tua candidatura non esiste.
I requisiti: chi può (davvero) partecipare?
La selezione è mirata ai profili più giovani e preparati:
- Il limite dei 30 anni: Non bisogna averli già compiuti (salvo deroghe per i già appartenenti al Corpo).
- La Laurea: Serve il titolo magistrale (Giurisprudenza o affini).
- Tatuaggi e piercing: La regola è ferrea. Sono vietati tutti i tatuaggi visibili con l’uniforme. Se ne hai uno sul polso o sul collo, rischi l’inammissibilità.
Le prove fisiche: non sottovalutare i 1.000 metri
Molti candidati cadono sulla parte atletica. Le prove previste dal bando sono tre:
- Corsa piana di 1.000 metri.
- Salto in alto.
- Piegamenti sulle braccia.
Superare queste prove è il “biglietto” per accedere agli scritti.
Dalla preselezione all’orale: l’iter
Dopo lo sbarramento iniziale (quiz a risposta multipla) e le prove fisiche, si passa ai due temi scritti (solitamente Diritto Penale e Amministrativo) e all’esame orale finale.
Scarica qui il Bando Integrale in PDF per tutti i dettagli tecnici




