Il decreto legge n. 25/2026 ha introdotto una proroga per la rottamazione quinquies e la sospensione dei contributi INPS, ma l’incertezza sulla platea dei beneficiari rischia di penalizzare contribuenti e imprese. Sebbene la norma preveda tre mesi in più per aderire alla definizione agevolata e lo stop ai versamenti tributari, l’applicazione del beneficio è subordinata a un’ordinanza della Protezione Civile che, nonostante la scadenza del 29 marzo, non è ancora stata pubblicata.
L’agevolazione non riguarda indistintamente tutti i residenti di Calabria, Sicilia e Sardegna, né l’intero elenco dei comuni colpiti dalle emergenze meteorologiche di gennaio. La legge specifica che la sospensione spetta esclusivamente ai soggetti residenti o operativi in immobili dichiarati inagibili o sgomberati in conseguenza degli eventi meteo. La mancanza dell’elenco ufficiale impedisce di fatto all’INPS e all’Agenzia delle Entrate Riscossione di confermare chi possa legalmente posticipare gli adempimenti.
La circolare INPS del 22 aprile conferma lo stallo, precisando che solo dopo la pubblicazione dell’ordinanza sarà possibile verificare la spettanza della sospensione. Nel frattempo, le scadenze ordinarie si avvicinano: il termine per la domanda di rottamazione quinquies è fissato al 30 aprile 2026. Per i soggetti che rientreranno nella proroga, questa data slitterà al 31 luglio, con il pagamento della prima rata posticipato al 31 ottobre, ma il ritardo burocratico rende rischioso attendere.
Il mancato aggiornamento dei portali istituzionali dell’Agenzia delle Entrate aggrava il quadro di incertezza per i contribuenti delle zone colpite. Senza una mappatura certa dei beneficiari, il consiglio tecnico è di procedere con gli adempimenti entro i termini ordinari per evitare sanzioni. I versamenti sospesi, per chi ne avrà diritto, dovranno comunque essere saldati entro il prossimo 10 ottobre 2026.




