Parte la fase operativa della rottamazione-quinquies per le entrate locali. Regioni ed enti territoriali dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate-Riscossione l’eventuale adesione alla definizione agevolata dei carichi fiscali affidati tra il 2000 e il 2023. La misura incide su tributi come Imu, Tari, bollo auto e multe.
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha definito le modalità con cui Regioni ed enti locali devono trasmettere l’adesione alla rottamazione-quinquies, la misura di definizione agevolata dei debiti fiscali prevista dal quadro normativo più recente.
Gli enti interessati dovranno inviare un apposito modello, disponibile sul portale istituzionale dell’Agenzia, tramite posta elettronica certificata, allegando il provvedimento adottato e pubblicato sul proprio sito.
La procedura riguarda esclusivamente i carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al dicembre 2023, includendo tributi come Imu, Tari, bollo auto e sanzioni amministrative, incluse le multe stradali.
Rottamazione-quinquies e definizione agevolata dei debiti locali
La misura deriva dal decreto legge n. 38/2026, convertito nella Legge n. 88/2026, che ha esteso la rottamazione dei debiti anche alle entrate di competenza di Regioni ed enti locali.
Il perimetro della definizione agevolata comprende tutti i debiti tributari e non tributari, con l’esclusione delle somme legate a condanne della Corte dei conti. La scelta di aderire non è automatica: ogni ente territoriale deve adottare una delibera specifica e renderla pubblica.
Secondo la documentazione pubblicata dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, la comunicazione deve essere inviata entro il 30 giugno 2026, termine entro il quale si chiude la fase di adesione istituzionale.
Cosa cambia per Comuni e Regioni
La novità principale riguarda il ruolo diretto degli enti territoriali, che potranno decidere se applicare o meno la definizione agevolata sui propri crediti affidati alla riscossione nazionale.
La misura non si applica ai tributi gestiti direttamente dagli enti o affidati a concessionari privati. In questi casi, la legge consente comunque agli enti di introdurre forme autonome di definizione agevolata attraverso regolamenti locali.
Per il sistema della riscossione, il provvedimento punta a uniformare le procedure tra livello centrale e territoriale, lasciando però margini di autonomia amministrativa alle singole amministrazioni locali.
Impatto su riscossione e finanza locale
La rottamazione dei carichi fiscali è uno degli strumenti utilizzati negli ultimi anni per ridurre il magazzino dei crediti non riscossi, che secondo le relazioni della Corte dei conti rappresenta uno dei nodi strutturali della finanza pubblica italiana.
Nel 2024 la giacenza complessiva dei crediti affidati all’agente della riscossione risultava superiore a 1.000 miliardi di euro, anche se una quota rilevante è considerata difficilmente esigibile. Le misure di definizione agevolata, secondo il MEF, mirano a migliorare la capacità di incasso e la sostenibilità dei bilanci pubblici.
Nel caso degli enti locali, l’effetto atteso è duplice: da un lato l’aumento delle entrate effettivamente recuperabili, dall’altro la possibilità di alleggerire la gestione amministrativa dei crediti più datati.



