La rottamazione quinquies si amplia e coinvolge anche alcuni debiti verso Comuni e Regioni. Un emendamento approvato durante l’esame del decreto fiscale apre infatti alla definizione agevolata per i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dagli enti territoriali, comprese somme dovute per Imu, Tari, bollo auto e alcune sanzioni stradali.
La novità interessa i debiti trasmessi all’Agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. L’obiettivo è ampliare la platea dei contribuenti che potranno accedere alla sanatoria prevista dalla legge n. 199/2025.
Tra le somme che potranno rientrare nella definizione agevolata figurano i tributi comunali già affidati ad AdER, i bolli auto non versati e le contravvenzioni al Codice della strada. Per le multe, però, il beneficio riguarda esclusivamente interessi e aggio di riscossione: l’importo originario della sanzione resta dovuto.
Il passaggio decisivo sarà la scelta dei Comuni
L’estensione della misura ai tributi locali non sarà automatica. Ogni Comune dovrà approvare una specifica delibera di adesione e pubblicarla all’Albo Pretorio.
Il termine fissato per questa decisione è il 30 giugno 2026. Solo dopo l’eventuale adesione dell’ente locale i contribuenti potranno verificare quali posizioni debitorie rientrano nella nuova finestra di definizione agevolata.
Per questo motivo cittadini e imprese dovranno monitorare nei prossimi mesi i siti istituzionali dei rispettivi Comuni.
Le scadenze da segnare
Il calendario previsto dal correttivo al decreto fiscale prevede diversi passaggi operativi.
Dal 15 settembre 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione renderà disponibili le informazioni sui carichi interessati dalla misura.
Le domande potranno essere presentate dal 16 settembre al 31 ottobre 2026.
Entro la fine dell’anno AdER comunicherà ai contribuenti l’importo da versare e il piano di pagamento prescelto, calcolato al netto delle somme oggetto di stralcio previste dalla definizione agevolata.
Chi aderirà potrà scegliere tra pagamento in un’unica soluzione oppure rateizzazione.
Il versamento in un’unica soluzione dovrà essere effettuato entro il 31 gennaio 2027.
In alternativa sarà possibile accedere a un piano fino a 54 rate bimestrali, distribuite nell’arco di circa nove anni. Sulle rate si applicherà un interesse fisso del 3% annuo e ciascuna rata non potrà essere inferiore a 100 euro.
Chi resta escluso e quando si perde il beneficio
Non rientrano nella nuova rottamazione i debiti già inseriti nella rottamazione quater o nella successiva riammissione, purché alla data del 30 settembre 2025 risultino regolarmente pagate tutte le rate previste.
Potranno invece aderire i contribuenti decaduti dalle precedenti definizioni agevolate per mancato o tardivo pagamento.
La normativa prevede la perdita dei benefici in caso di mancato versamento della prima rata oppure di due rate, anche non consecutive, nel caso di pagamento dilazionato.
Se il contribuente decade dalla procedura, riprenderanno le attività di recupero previste dalla normativa sulla riscossione coattiva. Le somme già versate resteranno acquisite come acconto sul debito residuo.
Per gli enti locali la misura rappresenta uno strumento per accelerare l’incasso di crediti difficili da recuperare. Per cittadini e imprese, invece, può offrire una nuova opportunità di regolarizzazione delle posizioni debitorie legate a tributi comunali, bolli auto e sanzioni stradali.



