Lo scorso sabato a Comiso, presso la sede della CGIL, presenti il co-portavoce regionali di Europa Verde, Mauro Mangano e Antonella Ingianni (collegata a distanza), si è tenuta l’assemblea degli iscritti a Europa Verde della Provincia di Ragusa per dare vita alla Federazione provinciale, visto il recente e significativo incremento del numero di aderenti sul territorio, a dimostrazione di un nuovo interesse nel fare politica a favore di uno sviluppo sostenibile della comunità. La neonata Federazione di Europa Verde nella Provincia di Ragusa vuole diventare un punto di riferimento per tutti i cittadini preoccupati del futuro del proprio territorio, convinti che la politica deve riuscire a mettere al centro dell’azione amministrativa e del dibattito culturale non solo il tema dei cambiamenti climatici ma anche la loro connessione con le disuguaglianze sociali e il rispetto dei diritti di tutti i cittadini.
In tal senso il Co-portavoce regionale Mauro Mangano ha sottolineato il grande impegno che la federazione intende assumere, l’urgente avvio di un dialogo con tutte le forze progressiste e la partecipazione dei propri candidati alle prossime elezioni amministrative nei comuni della provincia. Sono stati eletti portavoce provinciali Rosathea Caruso di Vittoria e Angelo Iemulo di Comiso, la cui mozione politico-programmatica è stata approvata all’unanimità. Gli attivisti verdi, nel ratificare la mozione denominata “Ragusa Verde. Sviluppo ecosostenibile, lavoro e solidarietà sociale” hanno sancito un deciso cambio di passo nella politica ecologista che lega, nella nuova società contemporanea, al concetto di ambiente tutti i temi che vanno dal sociale a quello economico, da quello sanitario al lavoro, dalla comunicazione alla sicurezza.
La visione è chiara così come chiare sono le criticità che attanagliano il territorio della comunità iblea, dall’aeroporto di Comiso che rischia di diventare l’ennesima cattedrale nel deserto al problema relativo alle innumerevoli discariche a cielo aperto che interessa la maggior parte dei comuni, dal dissesto idrogeologico che prepotente si ripropone con l’aggressività dei cambiamenti climatici, ad una nuova visione dell’agricoltura legata alla cultura ed al turismo. Sicuramente la sfida è impegnativa, ma la forza e il coraggio per affrontarla si possono attingere prendendo in prestito le parole di Papa Francesco nella sua enciclica “Laudato Sì”: “i giovani esigono da noi un cambiamento. Essi si domandano com’è possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi”.




