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Ragusa Ibla, fermi da anni lavori per Museo Archeologico

Comibleo: ancora di ripartire non se ne parla. E non va bene

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Ragusa Ibla, fermi da anni lavori per Museo Archeologico Ragusa Ibla, fermi da anni lavori per Museo Archeologico

Ragusa Ibla, fermi da anni lavori per Museo Archeologico. Comibleo “ancora di ripartire non se ne parla. E non va bene”. Fermi da anni i lavori del cantiere per la ristrutturazione dell’ex convento  di Santa Maria di Gesù, destinato a sede del museo archeologico, e, nonostante le assicurazioni che i lavori sarebbe ripresi a breve, non si parla ancora di ripartire. E’ questa la forte denuncia che arriva dal Comibleo, comitato autonomo di residenti di Ragusa ibla, da qualche tempo apparso sulla scesa e molto attivo nel segnalare le criticità del quartire barocco. Sotto la lente d’ingrandimento dei tre promotori Franco Mallia, Andrea Ottaviano e Paolo Ucchino, il cantiere dell’opera che sorge lungo la circonvallazione, in merito al quale i tre spiegano “è una problematica che coinvolge l’intera comunità ragusana e che vede in primo piano la Soprintendenza ai Beni culturali della nostra provincia. La situazione, in questo momento, risulta essere in fase di stallo, a causa del concordato della ditta appaltatrice e delle pastoie burocratiche. Sembra assente o quasi disinteressato il Comune che non richiede notizie ufficiali alla Soprintendenza, come se il problema non investisse l’intera comunità ragusana”.

Mallia, Ottaviano e Ucchino aggiungonoo è utile ricordare a noi cittadini  l’impegno economico già riversato su questo monumento, prima con i fondi della legge su Ibla unitamente ad altri della Protezione civile regionale, sindaco Mimmo Arezzo, il concorso di progettazione del progetto preliminare finanziato da Comune, sindaco Nello Dipasquale, e il finanziamento in corso, reso possibile grazie al progetto realizzato dalla Soprintendenza, con i fondi europei, per opera dell’on. Nello Dipasquale”. A fronte di ciò, evidenzia Comibleo, una situazione di degrado del cantiere, abbandonato a se stesso, privo, per altro, della obbligatoria segnaletica stradale di sicurezza diurna e notturna. Durante un precedente incontro con l’amministrazione comunale, presente il sindaco Peppe Cassì, il presidente del Consiglio comunale, Fabrizio Ilardo e l’assessore alla Cultura Clorinda Arezzo, ci fu detto che i lavori sarebbero ripresi a fine marzo, al più tardi ai primi di aprile. Siamo già a inizio maggio e ancora non se ne parla. Inutile aggiungere che ci confrontiamo con una problematica seria e che rappresenta una vera e propria vergogna per un sito patrimonio mondiale dell'Umanità”.

E poi un ulteriore ricordo “si tratta di un iter avviato dall’onorevole Giorgio Chessari, in qualità di sindaco negli anni dal 1994 al 1998, poi proseguito dal successore Domenico Arezzo, dall’onorevole Gianni Battaglia e, quindi, dall’on. Nello Dipasquale, quest’ultimo in qualità di sindaco e di parlamentare all’Ars” per concludere con un affondo impietoso “non ci meritiamo una classe dirigente, a tutti i livelli, così disinteressata nella prosecuzione del prezioso lavoro. Auspichiamo la completa attuazione della legge su Ibla. Ma, soprattutto, speriamo che questi lavori possano sbloccarsi com’è giusto che sia anche per scansare la possibilità, a causa del mancato completamento, della restituzione di quanto già speso alla Comunità economica europea, perdendo la possibilità di avere un prestigioso museo nella nostra città.

Non ne possiamo più di fare i conti con una circonvallazione che, proprio nel tratto interessato, è ridotta in uno stato di degrado che il quartiere barocco non merita”. Ed infine ricordiamo che il Comibleo auspica che il museo possa essere intitolato all’illustre prof. Antonino Di Vita che tanto lustro ha dato alla provincia di Ragusa.(da.di.)

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Quotidiano di Ragusa

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