La nota del Comune di Ragusa

Acqua inquinata a Ragusa: attenti alle fake news e ai messaggi WhatsApp

Vicesindaco Giovanna Licitra: allarmismo che danneggia la città

Il vice sindaco di Ragusa Giovanna Licitra in riferimento alle comunicazioni allarmistiche sulla situazione idrica in città trasmesse attraverso diversi canali, rilascia la seguente dichiarazione: “Catene di Sant’Antonio con messaggi whatsapp a firma di falsi incaricati comunali, fake news, speculazioni: quello a cui stiamo assistendo in queste ore a proposito dei disagi legati al servizio idrico è una vera e propria azione di allarmismo che danneggia l’intera cittadinanza.

Vengono diffuse precauzioni mediche assai più limitanti di quelle prescritte dall’Asp, test “fai da te” senza fondamento, indicazioni sulle aree coinvolte imprecise e addirittura teorie secondo le quali staremmo nascondendo ai cittadini chissà cosa e chissà perché. Anziché fare rete per diffondere comunicazioni ufficiali e informare correttamente, c’è chi preferisce lanciare messaggi utili solo a confondere e insinuare. Lo ripetiamo: giorno 4, al primo sentore di inquinamento delle acque, ancora prima di effettuare qualsiasi analisi, abbiamo precauzionalmente stoppato gli impianti; predisponendo l’ordinanza di giorno 5 marzo non appena abbiamo avuto un primo riscontro scientifico, così come previsto dal protocollo.

E’ stato quindi seguito l’iter stabilito, sono state adottate azioni precauzionali, sono state fornite comunicazioni aggiornate a ogni nuovo sviluppo per una situazione che, come logico che sia, ha avuto delle evoluzioni, anche concitate. Adesso, come prescritto dalla legge e sebbene i primi risultati delle analisi siano positivi e confortanti, attendiamo la chiusura completa di tutte le valutazioni scientifiche prima di procedere con il pieno ripristino del servizio, comunicando di conseguenza ai cittadini quali procedure eventualmente seguire. La realtà è molto più limpida e sicura di quella che qualcuno, per spacconeria social o per obiettivi politici, vuol far credere: gli avvelenatori di pozzi sono nei gruppi Facebook e non nelle nostre sorgenti.

L’invito che rivolgo ai cittadini è quello di attenersi alle comunicazioni ufficiali, diffuse a mezzo stampa, web, social, manifesti, volantini, veicolo con megafono e attraverso il numero dedicato 0932676771, il quale ha ricevuto centinaia di richieste. Al tempo stesso, stiamo raccogliendo ogni comunicazione volutamente fuorviante per individuarne gli autori, quando non già noti”. 

 
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