Un nuovo episodio di intolleranza ha colpito il belvedere del Pizzo a Modica, dove è stata vandalizzata la targa Foibe Modica situata sulla panchina tricolore. Secondo quanto denunciato dai rappresentanti locali di Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale, ignoti hanno asportato il simbolo dedicato alla memoria degli Esuli del confine orientale.
La scoperta dell’atto vandalico è avvenuta presso uno dei punti panoramici più frequentati della città. La targa, posta a perenne memoria di una tragedia nazionale, è stata strappata dalla sua collocazione originaria. Il gesto ha suscitato l’immediata reazione delle formazioni politiche della destra cittadina e giovanile, che vedono nell’episodio un attacco alla sensibilità dell’intera comunità.

Il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Marco Nanì, ha espresso una ferma condanna, sottolineando come l’oltraggio non cancelli la storia ma evidenzi una “debolezza culturale” da parte degli autori. Nanì ha inoltre evidenziato come tali episodi rappresentino un ostacolo al percorso di pacificazione nazionale, auspicando una presa di posizione unanime da parte di tutto il consiglio comunale e delle forze politiche locali.
Anche i vertici del movimento giovanile hanno preso parola sull’accaduto. Simone Diquattro, Presidente provinciale di GN, e Alessandro Lucifora, portavoce locale, hanno denunciato un clima di tensione crescente: “La nostra comunità è stata oggetto di violenti e pesanti attacchi carichi di odio. Tutto questo umilia il ricordo di chi ha sacrificato la propria vita”.
Le associazioni chiedono che la targa venga ripristinata nel più breve tempo possibile per restituire decoro al sito. Il Belvedere del Pizzo è un luogo simbolo per il turismo e la socialità modicana, e la presenza della panchina tricolore era stata pensata come monito contro l’oblio istituzionale.
L’episodio solleva nuovamente il tema della sorveglianza delle aree monumentali e dei simboli della memoria nel territorio ragusano. Non è la prima volta che monumenti o arredi urbani con valenza commemorativa finiscono nel mirino di vandali nel Libero Consorzio Comunale di Ragusa.
“Strappare una targa non cancella la storia”, ribadisce la nota politica, sottolineando che l’atto anonimo non fermerà le attività di divulgazione storica legate alla Legge dello Stato che istituisce il Giorno del Ricordo. Tra i precedenti atti vandalici in provincia di Ragusa c’è quello avvenuto a Ispica dove è stata imbrattata la statua della Resistenza. La richiesta di ripristino punta a coinvolgere le istituzioni competenti per garantire che il sacrificio di migliaia di italiani venga rispettato da tutti i cittadini, indipendentemente dall’orientamento politico.




