È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Lavoro maggio 2026 (decreto-legge n. 63 del 30 aprile), che introduce misure strutturali per l’occupazione e la trasparenza retributiva. Il testo, che entra ufficialmente in vigore oggi, venerdì 1 maggio, si pone l’obiettivo di “favorire le pari opportunità nel mercato del lavoro” e incentivare l’assunzione stabile degli under 35. Tra le novità principali spiccano l’esonero contributivo totale per 24 mesi e una stretta normativa sulle piattaforme digitali.
Il provvedimento lega l’accesso agli incentivi economici all’applicazione dei contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Secondo quanto riportato nel testo normativo, il governo punta a contrastare il lavoro sommerso e il dumping contrattuale attraverso un monitoraggio costante delle retribuzioni medie nazionali.
L’articolo 1 del decreto istituisce il “bonus donne 2026”, destinato ai datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato lavoratrici prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi. L’esonero è del 100% dei contributi previdenziali fino a un massimo di 650 euro mensili per due anni. Nelle regioni della Zes unica per il Mezzogiorno, il tetto dell’agevolazione sale a 800 euro mensili. Analogamente, l’articolo 2 introduce il “bonus giovani 2026” per gli under 35 disoccupati da almeno due anni, con un contributo che arriva a 650 euro al mese per le assunzioni effettuate in Sicilia, Sardegna, Calabria, Puglia, Campania, Basilicata, Molise, Abruzzo, Marche e Umbria.
Un incentivo specifico è previsto dall’articolo 3, denominato “Bonus Zes 2026”, riservato alle piccole imprese con un massimo di 10 dipendenti che stabilizzano lavoratori over 35 disoccupati da lungo periodo. Per tutte queste misure, la legge impone condizioni rigorose: l’assunzione deve generare un incremento occupazionale netto e il datore di lavoro non deve aver effettuato licenziamenti nei sei mesi precedenti. Il beneficio viene revocato in caso di licenziamento ingiustificato entro sei mesi dall’assunzione.
Il secondo capo del decreto definisce il quadro del “salario giusto”. L’articolo 7 stabilisce che la contrattazione collettiva è lo strumento esclusivo per determinare i parametri retributivi ai sensi della Costituzione. A partire dalla conversione del decreto, le aziende dovranno indicare sulla piattaforma SIISL il codice unico del contratto applicato e la retribuzione collegata alla qualifica. In caso di mancato rinnovo contrattuale entro 12 mesi dalla scadenza, è previsto un adeguamento automatico forfettario pari al 30% della variazione dell’indice inflattivo IPCA.
Il provvedimento recepisce inoltre la direttiva europea 2024/2831 sul lavoro tramite piattaforme digitali. Quando emergono “indici di controllo o di eterodirezione” nell’assegnazione dei compiti tramite algoritmi, il rapporto viene presunto come lavoro subordinato. Per i rider e i lavoratori delle consegne scattano sanzioni amministrative da 800 a 1.200 euro per la cessione degli account personali, mentre i committenti rischiano multe fino a 2.400 euro in caso di mancata formazione sulla sicurezza.




