Legambiente Ragusa ha espresso oggi, 1 maggio 2026, una ferma opposizione alle ipotesi di modifica PUDM Ragusa circolate recentemente sugli organi di stampa. L’associazione punta il dito contro le pressioni provenienti dai settori vicini agli imprenditori balneari, finalizzate ad allentare i vincoli ambientali del Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali Marittime. Secondo gli ambientalisti, la priorità deve rimanere la fruizione pubblica del litorale e la protezione degli ecosistemi costieri.
Il Piano, attualmente in fase di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), prevede limiti stringenti per le nuove attività commerciali. Per Legambiente, le uniche concessioni ammissibili sono quelle già identificate nel documento: 122 metri di fronte mare a Marina di Ragusa centro e 19 metri a Punta Braccetto. “Non ci sono altre zone disponibili né ce ne dovranno essere”, sottolinea l’associazione in una nota ufficiale inviata all’Amministrazione Comunale.
Uno dei punti più caldi della protesta riguarda la zona di Passo Marinaro. Legambiente chiede verifiche urgenti sull’occupazione di alcune porzioni di spiaggia e denuncia la “lenta ma continua ed illegale distruzione delle dune ancora intatte”. La difesa del paesaggio dunale è considerata vitale per contrastare l’erosione costiera e mantenere la biodiversità del territorio.
L’associazione ricorda inoltre il valore giuridico del Piano, citando la sentenza 108 della Corte Costituzionale del 5 maggio 2022. I giudici hanno ribadito che i piani di utilizzo del demanio marittimo svolgono “un’essenziale funzione non solo di regolamentazione della concorrenza e della gestione economica del litorale marino, ma anche di tutela dell’ambiente e del paesaggio”. Senza una coerenza preventiva con il PUDM, il rilascio di nuove concessioni risulta illegittimo.
Il dibattito sulla modifica PUDM Ragusa si inserisce in un contesto di forte tensione tra la categoria dei balneari e i movimenti per i beni comuni. Recentemente, il settore ha beneficiato di ristori economici a seguito dei danni causati dal ciclone Harry. Tuttavia, Legambiente definisce tali aiuti come “un vero e proprio regalo”, evidenziando come i contratti di concessione prevedano esplicitamente che l’amministrazione non assuma responsabilità in caso di distruzione delle opere per mareggiate o erosione.




