La comunità di Ragusa ha reso omaggio alle Infermiere Volontarie Croce Rossa durante la solenne celebrazione dedicata a Santa Caterina, svoltasi presso la Chiesa della Badia in Piazza San Giovanni. L’evento, svoltosi il 29 aprile 2026, ha visto la partecipazione delle massime cariche istituzionali del territorio e delle rappresentanze dei Corpi della CRI.
Organizzata dall’Ispettorato Territoriale di Ragusa, guidato dall’ispettrice Nuccia Garofalo, la cerimonia ha sottolineato il valore simbolico di una figura, quella di Santa Caterina, che incarna la dedizione verso i più fragili. Le “Sorelle”, simbolo storico di assistenza sanitaria, hanno confermato la continuità di un servizio che opera senza sosta sia nelle emergenze locali che in contesti internazionali.
Il ruolo delle Crocerossine tra professionalità e assistenza
L’Ispettrice Regionale, Sorella Laura Campione, ha elogiato pubblicamente l’operato delle volontarie siciliane, evidenziando come la disciplina e la preparazione tecnica siano i pilastri che rendono il Corpo un punto di riferimento costante. La dedizione quotidiana è stata al centro degli interventi dei vertici dell’associazione, che hanno ricordato come il motto “Ama Conforta Lavora Salva” non sia solo un richiamo storico, ma un programma operativo attuale.
Le Infermiere Volontarie non operano solo in ambito ospedaliero, ma sono parte integrante del sistema di Protezione Civile e supporto alle Forze Armate. Un impegno che, come sottolineato dal Presidente Regionale CRI Sicilia Stefano Principato, “incarna da oltre un secolo lo spirito della Croce Rossa” attraverso una presenza fondamentale sia nelle attività quotidiane sia nelle missioni di pace.
Storia e impatto del Corpo delle Infermiere Volontarie
Il Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana fu istituito ufficialmente nel 1908 sotto l’egida della Regina Elena. Da allora, le Crocerossine sono state presenti in ogni grande evento della storia italiana, dai terremoti dei primi del Novecento ai conflitti mondiali, fino alla gestione delle moderne crisi umanitarie. In Sicilia, e in particolare nel territorio ibleo, la loro presenza garantisce un supporto logistico e sanitario capillare, collaborando attivamente con le aziende sanitarie locali e le prefetture.
Oggi le “Sorelle” seguono percorsi formativi rigorosi che durano due anni, integrando competenze infermieristiche di base con specializzazioni in medicina d’urgenza e diritto internazionale umanitario. Questa solida preparazione tecnica permette loro di agire con prontezza in situazioni di alto stress. Ma qual è la vera sfida che queste donne affrontano oggi in un sistema sanitario in continua evoluzione? Il servizio resta gratuito e volontario.
Francesco Fronte, Presidente Provinciale della CRI, ha definito le volontarie come un “presidio di umanità e competenza”, ribadendo l’orgoglio del territorio per un gruppo che coniuga professionalità tecnica e sensibilità sociale. La celebrazione si è conclusa con il rinnovo della promessa di servizio, condensata nella formula: “ci siamo state, ci siamo, ci saremo”.




