Su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, il Giudice per le Indagini Preliminari ha emesso un’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari, eseguita dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Modica, a carico di un 33enne originario di Catania, gravemente indiziato di essersi reso responsabile di un grave episodio di estorsione, con il metodo c.d. “del finto carabiniere” ai danni di una ragazza minorenne.
Nell’estate scorsa, una giovane 15enne di Pozzallo, da sola a casa con il fratello più piccolo, aveva ricevuto una telefonata da un uomo che, fingendo di essere un appartenente all’Arma dei Carabinieri, aveva contattato l’adolescente, raccontandole di una presunta rapina in una gioielleria in cui era stato coinvolto il padre, costringendo la ragazza, con gravi minacce e forti pressioni psicologiche consistite nel paventare gravi ritorsioni in danno del padre ove la stessa non avesse collaborato, a far entrare nell’abitazione un suo complice e a consegnargli tutto il denaro presente in casa, pari ad oltre 1.000 euro .
Le immediate indagini esperite dai Carabinieri della Stazione di Pozzallo, portavano, grazie anche a delle telecamere situate non lontano dall’abitazione, all’individuazione dell’uomo che si sarebbe presentato presso l’abitazione della giovane ragazza, appropriandosi del denaro e dandosi poi ad una repentina fuga.
Sono quindi partite delle laboriose ricerche, esperite dal Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri di Modica anche mediante attività di indagine di tipo tecnico, che hanno permesso di individuare a Catania il 33enne, il quale nel periodo successivo all’evento delittuoso si era reso volutamente irreperibile, e di trarlo in arresto.
Una volta arrestato, il 33enne è stato accompagnato presso il carcere “Piazza Lanza” di Catania, poiché sullo stesso è risultato pendere un ulteriore provvedimento esecutivo di carcerazione emesso dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Catania, a seguito di sentenza definitiva, poiché lo stesso uomo è risultato essere responsabile di un tentativo di rapina aggravata ai danni di un anziano nel 2014, per il quale dovrà espiare la pena della reclusione di 2 anni e 6 mesi.
L’arrestato dovrà rispondere di estorsione aggravata in concorso per i fatti accaduti a Pozzallo.
Tutte le ipotesi accusatorie dovranno trovare conferma allorché verrà instaurato il contraddittorio tra le parti. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per l’indagato vale il principio di non colpevolezza sino alla sentenza di condanna definitiva.




