Con l’aggiornamento di febbraio 2026 della guida alle ristrutturazioni edilizie, l’Agenzia delle Entrate ha fatto chiarezza su un tema molto sentito: la protezione delle abitazioni. Sebbene nel linguaggio comune si parli spesso di “Bonus Allarmi”, tecnicamente non si tratta di una misura autonoma, bensì di una specifica branca del Bonus Ristrutturazioni, rimodulato dalle aliquote dell’ultima Legge di Bilancio.
1. In cosa consiste l’agevolazione
Il beneficio consiste in una detrazione d’imposta per tutti quegli interventi finalizzati a prevenire “atti illeciti” da parte di terzi. Per atti illeciti il legislatore intende reati come furti, aggressioni, sequestri di persona o qualsiasi violazione di diritti giuridicamente protetti.
Attenzione al limite: L’agevolazione copre esclusivamente le spese per l’installazione di hardware o opere murarie sull’immobile. Restano rigorosamente esclusi i canoni mensili per i servizi di vigilanza privata o contratti di guardia giurata.
2. Chi può richiedere la detrazione
La platea dei beneficiari è piuttosto ampia e non si limita ai soli proprietari. Possono accedere allo sconto fiscale:
- Proprietari e nudi proprietari;
- Usufruttuari, inquilini in affitto e comodatari;
- Soci di cooperative e imprenditori individuali (per immobili non strumentali);
- Familiari conviventi che sostengono effettivamente la spesa, a patto che fatture e bonifici siano loro intestati.
3. Interventi ammessi: dagli allarmi alle porte blindate
La guida ADE 2026 elenca una serie di esempi pratici di spese detraibili. Tra queste troviamo:
- Sistemi tecnologici: Installazione di rilevatori di effrazione, centraline antifurto, fotocamere o telecamere a circuito chiuso collegate con centri di vigilanza.
- Difesa passiva: Montaggio o sostituzione di grate alle finestre, porte blindate, vetri antisfondamento e saracinesche.
- Serramenti e recinzioni: Rafforzamento di cancellate e muri di cinta, installazione di tapparelle metalliche con bloccaggi o serrature di sicurezza.
- Accessori: Spioncini, catenacci, lucchetti e casseforti a muro.
4. Requisiti per non perdere il bonus
Per usufruire della detrazione nel 2026, è fondamentale rispettare la procedura di pagamento tracciabile. I pagamenti devono essere effettuati tramite il cosiddetto “bonifico parlante” (bancario o postale), in cui risultino chiaramente:
- La causale del versamento con riferimento alla norma sulle ristrutturazioni edilizie.
- Il codice fiscale del beneficiario della detrazione.
- Il codice fiscale o la partita IVA del fornitore/installatore.
Consiglio dell’esperto: Prima di procedere, verificate che l’intervento sia conforme alle nuove percentuali di detrazione stabilite dalla Legge di Bilancio 2026, che potrebbero variare rispetto al passato a seconda che l’immobile sia adibito ad “abitazione principale” o meno.




