Si è aperta con un Duomo di San Giorgio gremito la XXXI edizione del Festival organistico internazionale «Marco D’Avola – Città di Ragusa». Il concerto inaugurale, giovedì sera a Ragusa Ibla, ha richiamato un pubblico numeroso, che ha salutato i tre interpreti con lunghi applausi.
In chiesa si sono esibiti il maestro Diego Cannizzaro all’organo, il maestro Carmelo Fede alla tromba e il tenore Marcello Giordano Pellegrino. Al centro della serata c’era l’«Organum Maximum» Serassi-Allieri del 1881, firmato da Ferdinando Serassi e Casimiro Allieri e custodito nella chiesa madre di Ibla.
Il programma si è aperto con l’«Allegro» dalla Water Music di Georg Friedrich Handel. È seguita l’aria «Ombra mai fu» dal Serse, affidata alla voce di Pellegrino. Con la Trumpet Tune di Henry Purcell la tromba di Fede ha dialogato con l’organo.
La seconda parte ha proposto l’Offertorio e la Sonata di Vincenzo Antonio Petrali, eseguiti da Cannizzaro per mostrare le possibilità tecniche dello strumento. Poi l’Ave Verum Corpus di Wolfgang Amadeus Mozart, il Panis Angelicus di César Franck e, in chiusura di programma, le Sinfonies de fanfares di Jean-Joseph Mouret.
«L’apertura del festival con una presenza così significativa di spettatori rappresenta per noi una grande soddisfazione», ha dichiarato il direttore artistico Marco D’Avola. «Questo risultato conferma come a Ragusa esista un pubblico sensibile alla musica d’arte e desideroso di vivere esperienze culturali di alto livello».
D’Avola ha poi spiegato la scelta del programma: «Abbiamo voluto inaugurare questa edizione con un programma capace di mettere in dialogo organo, tromba e voce, evidenziando tutte le straordinarie possibilità espressive del Serassi-Allieri del Duomo di San Giorgio». Per il direttore artistico lo strumento «non è soltanto un monumento musicale, ma un patrimonio identitario della nostra comunità».
La rassegna proseguirà nelle prossime settimane a Ragusa: secondo gli organizzatori, porterà in città artisti di fama internazionale.

