Una nuova campagna di scavi riporterà archeologi, docenti e studenti universitari nell’area archeologica del Giardino Ibleo, a Ragusa Ibla, a oltre quarant’anni dalle indagini degli anni Ottanta. Le ricerche si svolgeranno dal 2 al 28 novembre. Almeno una volta alla settimana il cantiere sarà aperto a cittadini e visitatori.
La campagna fa parte del progetto Hybla – Archeologia e Architettura Antica. Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Comune di Ragusa, attraverso l’assessorato al Centro storico, la Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Ragusa e l’Università San Raffaele Roma, con il coinvolgimento del Dipartimento regionale dello Sviluppo rurale e territoriale. Il lavoro è diviso in due turni: da lunedì 2 a sabato 14 novembre e da lunedì 16 a sabato 28 novembre. Vi parteciperanno studenti universitari e specializzandi, coordinati dai responsabili scientifici.
Durante le giornate di «Cantieri Aperti» archeologi e studenti racconteranno direttamente al pubblico le attività svolte e gli eventuali risultati delle indagini. «Tornare a scavare in quest’area dopo tanti anni significa riaprire una finestra sulla storia più antica della nostra città», ha dichiarato l’assessore al Centro storico Giovanni Gurrieri. «Le giornate di apertura del cantiere saranno un’occasione preziosa per coinvolgere cittadini e visitatori e far conoscere da vicino il lavoro degli archeologi».
La missione prevede una residenza per studenti e docenti, con il supporto logistico del Comune. Il referente scientifico per l’Università San Raffaele Roma è il professor Carmelo Malacrino. La Soprintendenza di Ragusa seguirà invece la tutela del patrimonio archeologico. Gurrieri ha ringraziato in particolare l’archeologo Saverio Scerra per il suo contributo.
Gli scavi si intrecciano con un altro progetto dell’amministrazione comunale: un nuovo spazio culturale e teatrale all’aperto nell’area compresa tra gli scavi, la chiesa di San Vincenzo Ferreri e piazza Hodierna, a ridosso dei Giardini Iblei. «L’archeologia e la rigenerazione urbana possono diventare parte di uno stesso percorso», ha detto Gurrieri. «Conoscere ciò che custodisce il sottosuolo è anche un modo per progettare con maggiore consapevolezza il futuro di questi luoghi».
Per quello spazio la Commissione Centri storici ha già deliberato l’avvio di un concorso di progettazione in due fasi. Il concorso dovrà individuare una soluzione che integri il contesto storico e archeologico con nuove funzioni culturali.



