MODICA – Una famiglia di Canicattì ha inviato una lettera di encomio al reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale Maggiore «Nino Baglieri» di Modica, dove è stata curata e operata la madre, Lina Amato. La lettera è indirizzata alla Direzione generale dell’ASP di Ragusa, all’Ufficio relazioni con il pubblico e alla Direzione sanitaria dell’ospedale. La firmano Lina Amato e i figli Calogero, Antonella e Giuseppe Cammalleri, che chiedono di condividere il riconoscimento con tutto il personale coinvolto e di pubblicarlo sul sito istituzionale dell’ASP.
Ci sono esperienze di cura che lasciano un segno non soltanto per la professionalità delle prestazioni ricevute, ma soprattutto per l’umanità con cui vengono affrontate. È quanto racconta la lettera di ringraziamento inviata da una famiglia di Canicattì anche alla nostra redazione. Al centro della testimonianza c’è la signora Lina Amato, paziente oncologica che ha dovuto affrontare un delicato percorso ortopedico legato anche a una problematica pregressa all’anca. Un momento particolarmente difficile per lei e per i suoi familiari, già provati dal peso di una malattia importante.
Nonostante la distanza dalla propria città, la famiglia ha scelto di affidarsi all’Ortopedia dell’ospedale modicano, riponendo fiducia nella professionalità del direttore dell’Unità operativa, il dottor Osvaldo Azzaro, e della sua équipe. Una scelta che, come sottolineano i familiari nella lettera, ha trovato piena conferma nell’esperienza vissuta.
«La distanza da casa è stata accompagnata dalla serenità di sentirci accolti e seguiti con competenza, attenzione e umanità», scrivono i familiari, ricordando come la paziente sia stata considerata prima di tutto una persona, con la propria storia, le proprie paure e la propria dignità.
Un ringraziamento particolare viene rivolto al dottor Osvaldo Azzaro, del quale la famiglia evidenzia la professionalità, la precisione, la meticolosità e la sensibilità umana. Apprezzamento anche per la capacità di coordinamento del reparto e delle attività ortopediche del blocco operatorio, con un’attenzione costante alla qualità dell’assistenza e al lavoro di squadra.
La testimonianza coinvolge anche il reparto di Anestesia e Rianimazione. Un riconoscimento viene rivolto al direttore, dottor Rosario Trombadore, per la disponibilità dimostrata, e al dottor Loris Gruppuso, che ha seguito con attenzione e scrupolosità il percorso intraoperatorio e postoperatorio della signora Lina.
La gratitudine della famiglia si estende ai medici ortopedici, al coordinatore infermieristico del blocco operatorio, dottor Giuseppe Cannella, al coordinatore infermieristico del reparto, dottor Giuseppe Donzella, agli infermieri, agli operatori sociosanitari e a tutto il personale ausiliario.
Nella lettera viene sottolineato il valore dei gesti quotidiani: una parola rassicurante, la pazienza nell’ascolto, la delicatezza nell’assistenza e l’attenzione ai bisogni del paziente. Piccoli gesti che, soprattutto nei momenti di fragilità, possono fare una grande differenza.
La famiglia ha chiesto che il proprio encomio venga condiviso con tutto il personale interessato e pubblicato sul sito istituzionale dell’ASP di Ragusa, affinché il riconoscimento possa raggiungere tutti coloro che hanno contribuito ad affrontare un momento così delicato.
«La nostra esperienza ci ha mostrato quanto valore possa esprimere la sanità pubblica quando competenza, organizzazione e umanità si incontrano nel lavoro di ogni giorno», è il messaggio che emerge dalla testimonianza.
La lettera, firmata da Lina Amato e dai figli Calogero, Antonella e Giuseppe Cammalleri, si conclude con un ringraziamento che va oltre il riconoscimento professionale: «Grazie per esservi presi cura di lei con professionalità e rispetto, e per averci fatto sentire accompagnati in un momento in cui ne avevamo profondamente bisogno».
Una testimonianza che restituisce il valore di una sanità fatta di competenze, ma anche di ascolto, attenzione e rispetto della persona.



