Il ragno violino (Loxosceles rufescens) è tra i ragni più velenosi presenti in Italia. Il suo morso all’inizio non fa male, ma nelle 48-72 ore successive può trasformarsi in una lesione necrotica.
Il nome viene dalla macchia a forma di violino che ha sul corpo. Ha una colorazione marrone-giallastra e zampe lunghe, e il corpo misura fino a 7 millimetri nel maschio e 9 nella femmina. È chiamato anche ragno eremita: è un animale notturno e di giorno resta nascosto in fessure e anfratti.
Nelle regioni del Nord vive soprattutto in casa, perché non sopporta il freddo invernale. D’estate si trova anche all’aperto, vicino alle abitazioni, per esempio nei giardini. In casa trova riparo dietro mobili e battiscopa, sotto le scatole di cartone, dentro guanti e scarpe e soprattutto tra la biancheria. Frequenta anche solai, scantinati e bagni.
I sintomi del morso
Al momento del morso non si avverte dolore e la pelle non cambia aspetto. Nelle ore successive compare una zona arrossata con prurito, bruciore e formicolio, che in due o tre giorni può diventare necrotica e ulcerarsi. Oltre al veleno, il morso può portare nei tessuti batteri anaerobi, cioè microrganismi che vivono in assenza di ossigeno: proliferando, liquefano i tessuti e complicano la guarigione.
Nei casi più gravi possono comparire febbre, eruzioni cutanee ed ecchimosi, oltre a danni ai muscoli e ai reni ed emorragie. In molti casi può essere necessario un trattamento in camera iperbarica.
Cosa fare dopo il morso
Il primo passo è lavare la zona con acqua e sapone. Se ci si accorge del ragno, conviene catturarlo e conservarlo anche se è morto. L’identificazione è possibile anche quando l’animale è danneggiato, perché al microscopio il capo mostra 6 occhi invece di 8, a differenza di tutti gli altri ragni. Può servire anche una foto, con la parte anteriore del ragno ben visibile e a fuoco.
Il Centro Antiveleni risponde al numero 02 66101029 e va chiamato soprattutto se i sintomi compaiono e si aggravano nelle ore successive. Un segnale da tenere d’occhio è una lesione con la zona centrale prima più arrossata e poi sempre più scura.

