Conoscete la legge di Murphy? “Se qualcosa può andar male, lo farà!”. Bene, il Modica di Filippo Raciti –semmai non l’avesse già capito prima– adesso la conosce bene. Perché ieri, a Milazzo, ha preso la quarta sberla di fila lontano da Pietro Scollo (Sambiase, Siracusa, Praia e adesso la ‘terra mamertina’ –eccolo il giornalista boomer con la sua terminologia anni ’70/’80-) e lo ha fatto quando sembrava che ormai l’avesse sfangata. Non con merito ma con ordine. E invece con un tiro da casa sua, Camara l’ha messa nel ‘7’ –però che belli i nomignoli di una volta…– e ha detto al Modica di ritentare in novembre l’idea di raccogliere punti fuori casa. Partita con difesa bassa, bassissima quella di un Modica rabberciato, senza registi in mezzo, senza Pierce e senza né arte né parte se non quella di chiudersi e sperare… Che c’era pure riuscito senza aver fatto i conti con Camara. Certo, prendere gol al 95° fa male, anzi malissimo e l’allarme classifica adesso c’è.
Perché Ragusa a parte, anche l’Enna da cenni che vuole farcela e sotto il Modica sono rimaste solo loro due e il Trapani che però paga 5 punti di penalizzazione. Il Modica è la peggiore (e di gran lunga) delle neo promosso. In settimana ha perso Flores che si è presentato a Gela facendone due, ha preso un attaccante, Andrea Tripicchio, che non si è distinto nelle ultime stagione per essere una ‘bocca di fuoco’ e continua a cercarne qualcuno che abbia confidenza con la rete avversaria.
Quartultimo attacco del campionato con solo 7 gol fatti in altrettante partite e 3 in una sola volta e decima difesa con 11 reti al passivo (5 solo a Praia) il Modica paga proprio l’incapacità di far gol. Delle 5 sconfitte subite, ben 4 sono arrivate per 1-0. Serve aggiungere altro? Il Modica non sa segnare, punto e basta. Avesse un attacco discreto, da almeno un gol e mezzo a gara di media, sarebbe comodamente in centro classifica. Ed invece arranca nei bassifondi, in zona play out, 4 punti oltre la retrocessione diretta anche se ci sono 5 squadre davanti racchiude in soli due punti. C’è da capire cosa non va. Se si tratta di gioco, di situazioni d’attacco, di imprecisioni, di giocatori non all’altezza. Perché un’involuzione c’è rispetto alle prime 4 gare. Quando si costruiva e non si concretizzava. Adesso il Modica fa davvero pochino e non ci si può appellare all’assenza di Pierce perché di reti, sinora, ne ha fatto una misera e contro l’Enna.
Che fare, dunque? Questo la sa Raciti, lo sa la società e lo sa che vorrebbe vedere non dilapidato il patrimonio costruito in 5 anni. Calma ovviamente, niente inutili piagnistei o, ancor peggio, drastici provvedimenti o ancor ‘più’ peggio –non si può scrivere ma io me ne frego e lo scrivo lo stesso– decisioni di pancia che portano a nulla. Adesso ci sono tre partite in casa in sette giorni: domenica il Gela, il 4 un’oretta e più contro l’Athletic Club Palermo e giorno 8 arriva il Licata. La svolta è qui, in queste tre gare. Devo aggiungere quanti punti servono???



