La Protezione civile regionale ha diramato un’allerta maremoto di livello arancione per le coste siciliane esposte dopo il terremoto di magnitudo 5.5 al largo delle isole Eolie. L’Ingv ha però precisato che al momento non si è verificato alcuno tsunami.
La scossa fa parte di uno sciame sismico in corso da alcuni giorni nel Tirreno, che non si è ancora fermato. Un altro terremoto, di magnitudo 4.6, è stato registrato alle 15:55. Le scosse più forti sono state avvertite anche nella Sicilia orientale, con numerose segnalazioni tra Siracusa e Ragusa.
Secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, «non c’è stato maremoto» e non sono state registrate variazioni del livello del mare. L’allerta arancione, chiamata anche Advisory, scatta in automatico per ogni terremoto in mare di magnitudo pari o superiore a 5.5. Indica che un eventuale tsunami avrebbe effetti di lieve entità, con un run-up atteso inferiore a un metro. Anche in questo caso esiste un pericolo reale per chi si trova vicino alla costa, soprattutto nelle zone poco elevate sul livello del mare.
L’allerta è stata diramata dal sistema SiAM. Il dirigente generale della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, ha disposto lo stato di allerta e la pronta operatività dei Comuni interessati e delle strutture operative. Cocina è in contatto con il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e con i prefetti di Palermo e Messina, con i quali si stanno convocando i Centri coordinamento soccorsi.
Tra le misure annunciate c’è lo sgombero cautelativo delle scuole in diversi Comuni, con l’assistenza dei volontari. Sono previsti anche sopralluoghi urgenti su edifici pubblici, infrastrutture essenziali e aree esposte al rischio tsunami, il presidio dei punti più critici, la diffusione delle norme di autoprotezione per terremoto e maremoto e la ricognizione dei danni, affidata alla Soris e ai servizi provinciali del Dipartimento.
Le organizzazioni di volontariato della Protezione civile sono già sul territorio per l’assistenza alla popolazione e il presidio.
I Comuni interessati
Dalla ricognizione telefonica della sala operativa della Protezione civile risultano interessati, in provincia di Palermo, Palermo, Bagheria, Blufi, Bolognetta, Bompietro, Caltavuturo, Carini, Campofelice di Roccella, Cefalù, Corleone, Ficarazzi, Geraci Siculo, Gratteri, Montelepre, Palazzo Adriano, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Pollina e Trabia.
In provincia di Messina l’elenco comprende Galati Mamertino, Leni, l’isola di Filicudi nel comune di Lipari, Patti, Sant’Angelo di Brolo e Saponara. La scossa più forte di magnitudo 5.5 registrata poco dopo mezzogiorno e quella di magnitudo 4.6 registrata nel pomeriggio poco prima delle ore 16 è stata avvertita anche nella provincia di Catania, Siracusa e Ragusa. Diverse le segnalazioni postate sui social.



