Con i primi freddi si riaccendono stufe, caminetti e caldaie, e torna il rischio di intossicazione da monossido di carbonio. È un gas che non si vede e non si sente: secondo l’Istituto superiore di sanità può causare gravi problemi di salute o portare alla morte.
Il monossido, indicato con la sigla CO, si forma quando un combustibile brucia male. L’Iss elenca le sorgenti più comuni in casa: caldaie, fornelli, scaldabagni a gas, stufe, bracieri, barbecue, generatori elettrici, camini, compresi quelli decorativi a etanolo o bioetanolo, e gli scarichi delle auto lasciate accese in garage.
Perché è così pericoloso
Nella scheda del podcast che l’Iss ha dedicato al tema, il 16 febbraio 2026, il monossido è descritto così: «È un nemico perfetto il monossido di carbonio», «un gas incolore, inodore, insapore, che non irrita gli occhi o la gola». Chi lo respira, quindi, può non accorgersi di nulla.
Il pericolo cresce in inverno e negli ambienti poco ventilati. Quando il gas si accumula in uno spazio chiuso o in parte chiuso, avverte l’Iss, può provocare la morte per avvelenamento delle persone e degli animali presenti.
Le cause più frequenti
La prima causa indicata dall’Iss è la mancanza di manutenzione: apparecchi, canne fumarie e condotti che nessuno controlla o pulisce. Seguono la combustione con poca aria o poco ossigeno, che riguarda qualsiasi combustibile, e lo scarso tiraggio dei fumi, quando la canna fumaria è ostruita, danneggiata, mal dimensionata o non a tenuta.
Contano anche il ricambio d’aria insufficiente e gli apparecchi vecchi o difettosi. Nei casi reali, precisa l’istituto, queste cause sono spesso presenti insieme.
I sintomi da riconoscere
I disturbi più comuni sono mal di testa, vertigini e debolezza, poi nausea, vomito, dolore al petto, confusione e sonnolenza. Nei casi più gravi compaiono convulsioni, disturbi della vista e perdita di coscienza. Nei bambini l’Iss segnala anche dolore addominale e diarrea.
I Centri per il controllo delle malattie statunitensi (Cdc) ricordano che questi sintomi vengono spesso descritti come simili a quelli dell’influenza. Un elemento di sospetto indicato dall’Iss è l’assenza di febbre accanto agli altri disturbi.
La gravità dipende dalla concentrazione del gas, dalla durata dell’esposizione e dallo stato di salute di chi lo respira. Chi dorme o ha bevuto può morire prima di avvertire qualsiasi sintomo. «Spesso le persone prestano attenzione ai sintomi troppo tardi», scrive l’Iss.
Chi rischia di più
Per l’Iss tutti sono a rischio. Hanno però maggiori probabilità di ammalarsi i neonati, gli anziani e le persone con malattie cardiache croniche, anemia o problemi respiratori. Quando l’intossicazione danneggia il cuore, aumenta il rischio di morte nei dieci anni successivi.
Per le donne in gravidanza l’istituto indica l’ossigenoterapia in camera iperbarica come trattamento di scelta, anche nelle intossicazioni meno gravi. Alle donne in età fertile con un sospetto avvelenamento va fatto il test di gravidanza.
Che cosa fare se si sospetta un’intossicazione
L’indicazione dell’Iss è netta: «Chiunque sospetti un avvelenamento da CO deve rivolgersi immediatamente a un pronto soccorso». Per chiedere aiuto i numeri sono il 118 per l’emergenza sanitaria e il 115 per i vigili del fuoco.
In ospedale la diagnosi si fa misurando nel sangue la carbossiemoglobina, la sostanza che si forma quando il monossido si lega all’emoglobina. L’Iss avverte però che il valore non rispecchia bene la gravità: i medici valutano anche i sintomi e il tipo di esposizione.
La terapia è l’ossigeno al 100%, fino alla scomparsa dei sintomi, di solito dopo 4-5 ore. Nei casi più gravi si ricorre all’ossigenoterapia iperbarica: per esempio con carbossiemoglobina oltre il 25-30%, segni di danno al cuore o perdita di coscienza. Dopo la dimissione possono comparire complicanze neurologiche tardive, e l’Iss prevede una nuova visita medica e neurologica dopo due settimane.
Come prevenire
La regola principale è far controllare, pulire e mettere a punto apparecchi e canna fumaria ogni anno, prima dell’autunno. Gli apparecchi vanno usati secondo le istruzioni del produttore, le stanze vanno arieggiate e le prese e le griglie d’aria non vanno mai ostruite.
L’Iss mette in fila i divieti. Non si scalda la casa con fornelli, forni o bracieri. Barbecue, griglie a carbone, lanterne e fornelli da campeggio non si usano in casa, in tenda o in camper. Generatori, idropulitrici e apparecchi a gas non vanno accesi in scantinati, garage o spazi chiusi, anche con porte e finestre aperte, e un veicolo non va mai lasciato acceso in un garage o in un parcheggio chiuso.
I materiali dell’Iss non parlano dei rilevatori di monossido. Ne parlano i Cdc, che consigliano un rilevatore a batteria, o con batteria di riserva, vicino a ogni zona notte, da sostituire secondo le istruzioni del produttore o ogni cinque anni. Negli Stati Uniti, secondo i Cdc, il monossido uccide ogni anno più di 400 persone, al di fuori degli incendi, e manda al pronto soccorso più di 100mila.
Sulle batterie i Cdc danno un’indicazione pratica: controllarle a ogni cambio dell’ora. Il prossimo è domenica 25 ottobre 2026, quando si torna all’ora solare.




