Un Pinocchio che, per diventare un bambino vero, attraversa migrazioni, sfruttamento e diritti negati: è quello che Alessio Boni ha portato in scena sabato 17 ottobre all’auditorium San Vincenzo Ferreri di Ragusa Ibla, nella prima nazionale di «Se questo è un bambino. Pinocchio e l’infanzia negata».
Lo spettacolo fa parte di «Pinocchio e Giufà. Favole per un Nuovo Mediterraneo», progetto speciale del Ministero della Cultura che si conclude domenica 18 ottobre con due appuntamenti tra il Teatro Donnafugata e Palazzo Arezzo di Donnafugata. Una parte del ricavato dei biglietti dello spettacolo di Boni sarà devoluta a Save the Children.
Nella rilettura, Mangiafuoco costringe i suoi burattini a lavorare nelle serre, a raccogliere pomodori sotto il caldo fino allo sfinimento e alla morte: un riferimento allo sfruttamento nel lavoro agricolo, in particolare dei migranti. I burattini non hanno un nome ma un numero. Il numero 7 si ribella, viene punito fino a morire e il giorno dopo lo stesso numero passa a un altro burattino.
Il Paese dei Balocchi diventa invece il mondo di ragazzi assorbiti da telefoni e social. E anche quando sembra aver raggiunto la meta, Pinocchio resta prigioniero dell’immagine che gli altri hanno di lui, come chi si costruisce una nuova vita e continua a essere considerato straniero.
Sul palco Boni era accompagnato dalle musiche dal vivo di Maurizio Camardi (sassofoni, duduk ed elettronica) e di Sergio Marchesini (fisarmonica). Il testo, liberamente ispirato a Collodi, è di Nina Verdelli, su un’idea originale di Elena Marazzita; la produzione è di AidaStudioProduzioni.
Il primo appuntamento di domenica è alle 19 al Teatro Donnafugata. Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Nazionale Carlo Collodi, il poeta e scrittore Davide Rondoni e Marco Giorgetti, direttore del Teatro Stabile di Catania, discutono di Pinocchio e di Giufà, il personaggio errante della tradizione popolare mediterranea. Modera Vicky Di Quattro, ideatrice e direttrice del progetto.
Alle 20.30, a Palazzo Arezzo di Donnafugata, debutta «La fiamma dei ragazzini – Pinocchio e Giufà», creazione site-specific realizzata con il Teatro Stabile di Catania. È stata costruita a Ragusa Ibla dal 12 ottobre, quando attori, musicisti, danzatori e maestranze hanno cominciato a lavorare negli spazi della città. Il testo è di Davide Rondoni, la regia di Cinzia Maccagnano, le musiche originali di Mario Incudine, che le esegue dal vivo con Antonio Vasta.
In scena Giorgia Boscarino, Marta Cirello, Rita Fuoco Salonia, Mario Incudine e Luna Marongiu, con Francesco Adamo e Stefano Cavagnini della Compagnia Zappalà Danza 2. Scene e costumi sono di Vincenzo La Mendola, le luci di Gaetano La Mela, le coreografie di Dario Rigaglia e Sara Pena Cagigas, con Scenario Pubblico e le maestranze dello Stabile di Catania.
Il progetto è promosso dal Teatro Donnafugata e dall’Associazione Donnafugata 2000, con il Teatro Stabile di Catania, la Fondazione Nazionale Carlo Collodi e il Comitato nazionale per il bicentenario della nascita di Collodi. Lo sostengono la Regione Siciliana, il Comune e il Libero Consorzio di Ragusa, la Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, la SIAE e la Banca Agricola Popolare di Ragusa.



