5 pere… non so da quanti secoli il Modica non le beccasse in 90 e poco più di minuti. 5 pere a Praia, bellissima località dell’alta Calabria famosa per tante cose –a cominciare dal mare meraviglioso– ma non certo per essere produttrice di…pere! 5 gol sul groppone che riportano il Modica nella dimensione di chi deve tiare fuori gli attributi (come scrivevano i giornalisti come me, d’antan) e farsi qualche domandina sul fatto che altre matricole –Licata, Avola e proprio il Praia– stanno lassù mentre noi siamo quaggiù. 5 pere in una partita iniziata mai per un Modica sotto dopo più o meno 180 secondi, già k.o. dopo manco metà del primo tempo ed incapace di fare qualcosa anche quando Ferchichi aveva trovato un golletto che poteva voler dire almeno provarci.
Ma ieri, di provarci il Modica non aveva voglia. Ed il Praia si è divertito, facendone 5 e sfiorandone almeno altri 4 o 5. Che pessima domenica. La cosa migliore della giornata sono le parole di Filippo Raciti. Non tanto quando ha provato a spiegare perché il Modica ha perso così male, quando ha parlato di mancanza di aggressività e cattiveria, quando ha detto che l’approccio non gli è piaciuto (e ci mancherebbe altro che ne fosse stato felice) ma quando ha chiesto scusa ai tifosi che si sono sorbiti 6 ore e passa di auto e pullmino pur di esserci. E di vedere 16 giocatori annichiliti ed incapaci di onorarne la presenza. Una giornata che più pessima (non si può dire ma io lo faccio lo stesso e siccome sono incaxxato nessuno osi contraddirmi) non si può.
Tre sconfitte in quattro trasferte e quattro complessive. 7 punti in classifica ma il bonus Enna ce lo siamo già giocati. E pure quello Ragusa peraltro racimolando solo un punto con gli azzurri –che se Atene piange Sparta non ride…-.
Come si fa a parlare di questa partita finita così male? Come si va a trovare uno spiraglio? All’anemico attacco si contrapponeva una granitica (the boomer is here) difesa. Adesso manco questo. E dire che di mercoledì, ad Avola, si era visto bel tempo: 4 gol, turno passato in carrozza e belle sensazioni dalle riserve… E invece, il buio pesto di ieri. Proviamo a fare in modo che sia una parentesi. Ma non è così. Perché Filippo Raciti sperava che quella di Praia fosse la partita della svolta. E invece lo è stata all’incontrario. Non si tratta di mercato o altro. Si tratta di testa e palle. O i calciatori utilizzano questi ‘strumenti’ oppure Praia potrebbe non essere un ‘caso isolato’… meditate gente, meditate!



