Con la menopausa molti valori degli esami del sangue non cambiano in modo graduale ma con un salto, concentrato attorno all’ultima mestruazione. È il risultato di uno studio del Weizmann Institute of Science, in Israele, pubblicato il 12 ottobre sulla rivista Nature Medicine e basato sui dati di oltre un milione di donne.
Su 90 esami di laboratorio analizzati, 52 mostrano un salto significativo nel momento dell’ultimo ciclo mestruale, con variazioni comprese tra 0,1 e 1,4 deviazioni standard. Negli uomini i ricercatori non hanno osservato salti di questo tipo. Per gli ormoni sessuali (estradiolo, ormone antimülleriano o AMH, e FSH) il salto è pari ad almeno mezza deviazione standard.
Il gruppo di ricerca, guidato da Uri Alon, ha lavorato su due grandi archivi. Il primo è l’indagine sanitaria statunitense NHANES, con dati dal 1999 al 2022. Il secondo è la banca dati di Clalit, l’organizzazione sanitaria che in Israele copre circa metà della popolazione, con 1,3 milioni di donne tra i 30 e i 70 anni e dati dal 2004 al 2024. In tutto, oltre 300 milioni di esami. Un modello matematico sviluppato per lo studio ha ricostruito l’andamento dei valori negli anni prima e dopo l’ultima mestruazione.
Secondo lo studio, gli ormoni iniziano a cambiare molto prima: l’AMH circa 15 anni prima dell’ultimo ciclo, l’FSH circa 14 anni prima e l’estradiolo circa 12. L’anemia è l’unico tra i principali esiti clinici che diminuisce dopo l’ultima mestruazione. La quota di donne con sintomi di depressione moderata o grave, misurati con il questionario PHQ-9, è del 19% nell’anno successivo all’ultimo ciclo, contro l’11% degli anni seguenti.
Nelle donne che usano la terapia ormonale della menopausa i salti risultano più piccoli: 39 esami su 80 differiscono tra chi la usa e chi no. Gli autori avvertono però che il dato può essere influenzato dal fatto che chi assume la terapia tende a prestare più attenzione alla propria salute, e che l’effetto va confermato con studi randomizzati.
Lo studio è retrospettivo e trasversale: non segue nel tempo le stesse donne, ma ricostruisce le traiettorie confrontando donne diverse. Lo stato di menopausa è riferito dalle partecipanti e nei dati israeliani mancano informazioni sul ciclo mestruale. Per questo gli autori indicano come necessario uno studio longitudinale prospettico.



