I lavori della circonvallazione di via Noce a Scicli, l’opera che dovrà proteggere il quartiere Jungi dagli allagamenti, hanno un nuovo termine contrattuale: il 2 aprile 2027, sette mesi dopo la scadenza fissata in origine al 30 agosto 2026. Lo ha comunicato l’amministrazione comunale, che ha ricostruito le cause dei ritardi.
Lo slittamento somma due voci. I lavori sono stati consegnati in via d’urgenza il 4 settembre 2025 con 360 giorni a disposizione e sono stati avviati concretamente il 22 settembre. Poi sono rimasti fermi del tutto dal 14 ottobre 2025 al 18 marzo 2026, per 155 giorni. Altri 60 giorni sono stati concessi con l’atto aggiuntivo alla perizia di variante.
Lo stop è arrivato dopo la pulizia dell’area di valle, coperta da fitta vegetazione. Secondo il Comune sono emerse acque sorgive con portata continua anche senza pioggia e due opere interrate sul tracciato del canale, una cisterna e un pozzetto della rete consortile, che non era possibile individuare in fase di progettazione. La variante ha cambiato tracciato e profilo del canale di valle e ha sostituito lo scarico a cielo aperto con una rete di collettori. Con il maltempo del 18 settembre 2026 l’acqua dei collettori esistenti si è riversata senza controllo nell’area del cantiere, danneggiando le opere in corso.
Su via Noce, chiusa al traffico, si procede per tratti brevi. Il collettore interrato, con un diametro tra 2 e 2,2 metri, richiede scavi profondi in una strada stretta, a ridosso delle case e dei sottoservizi. Per la sicurezza degli operai e la stabilità di edifici e carreggiata, le pareti degli scavi vanno sostenute con moduli di blindaggio. L’amministrazione avverte che potrebbero emergere reti idriche, fognarie, del gas, elettriche o telefoniche non censite o in posizione diversa da quella nota: servirebbe l’intervento dei gestori, con possibili effetti sui tempi.
Il primo stralcio parte dalla rotatoria di viale Primo Maggio e comprende il tratto finale del collettore lungo via Noce, il canale e la nuova rete verso il torrente Modica, una vasca di raccolta con l’impianto di trattamento delle acque di prima pioggia, le più inquinate, e le protezioni dell’alveo. Le opere di valle, le più complesse sul piano idraulico, sono in fase di completamento.
L’intervento riguarda un bacino di circa 0,43 chilometri quadrati che attualmente scarica la pioggia su viale Primo Maggio, soggetto ad allagamenti ricorrenti durante i temporali intensi. La rete è dimensionata per una pioggia con tempo di ritorno di 30 anni, circa 57 millimetri in un’ora, come indica la norma europea EN 752: in quel caso il velo d’acqua su strade e aree vicine non dovrebbe superare i 5 centimetri. Lo scarico nel torrente è posto alla quota della piena con tempo di ritorno di 300 anni. Il Comune precisa che nessuna rete può annullare il rischio con eventi eccezionali come quello del 2017, quando la stazione di Modica registrò 90 millimetri in un’ora. La nuova rete sarà anche la base per estendere il drenaggio alle zone a monte.



