La Comunità di pratica che accompagnerà Ragusa, Modica e Vittoria nella preparazione dei piani locali di riscaldamento e raffrescamento è entrata nella fase operativa. Il primo incontro si è svolto nella sede del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, nell’ambito del progetto europeo Plan4COLD.
L’organismo riunisce amministrazioni, imprese, associazioni ed enti del territorio. Il lavoro non riguarda soltanto gli impianti. Sul tavolo ci sono la riqualificazione degli edifici pubblici e privati, la pianificazione e la rigenerazione urbana, il verde e le superfici delle città e le fonti rinnovabili locali.
I piani sono previsti dall’articolo 25 della Direttiva Ue 2023/1791 per i Comuni sopra i 45.000 abitanti. Plan4COLD, cofinanziato dall’Unione europea, sta sperimentando con le tre amministrazioni un metodo per costruirli. Nelle intenzioni del progetto, Ragusa, Modica e Vittoria arriveranno all’obbligo con interventi già analizzati e condivisi, da usare anche per intercettare futuri finanziamenti su efficienza energetica, rinnovabili e rigenerazione urbana.
Ad aprire i lavori è stata la presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, Maria Rita Schembari: «È innegabile che il clima stia cambiando. Si può discutere sulle cause, ma il dato di fatto è evidente e, proprio per questo, dobbiamo ragionare in maniera concreta e intelligente su come tutelare la qualità della nostra vita e la vivibilità delle nostre città e dei nostri territori».
Il percorso parte da una diagnosi comune su fabbisogni, consumi, emissioni e vulnerabilità al caldo. Poi ogni Comune elaborerà il proprio piano d’azione. La diagnosi dovrebbe essere completata entro la fine del 2026, mentre le bozze dei piani sono attese nella primavera del 2027. Sul territorio il lavoro è seguito da SVI.MED – Centro EuroMediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile, partner locale del progetto. Il supporto tecnico è di Ambiente Italia, che ha redatto le linee guida e partecipa agli incontri locali.
Schembari ha parlato anche degli altri Comuni della provincia: «Se le città più importanti della provincia si muovono in questa direzione, infatti, non solo producono un beneficio per una parte significativa della popolazione, ma possono anche generare un positivo effetto di emulazione, coinvolgendo progressivamente gli altri territori». Il Consorzio intende diffondere metodo e risultati in tutta la provincia. I Comuni più piccoli non hanno l’obbligo, ma devono affrontare le stesse sfide: estati più calde, costi energetici e riqualificazione del patrimonio edilizio.
Anche i cittadini contribuiscono alla definizione delle strategie, attraverso un questionario online che ha già raccolto circa 150 risposte. Si compila a questo indirizzo: https://forms.gle/HeqhQ9KMViUCj1Wh7.



