A Ragusa, venerdì 20 e sabato 21 novembre, il Palazzo della Provincia ospita la Conferenza Mediterranea COMEN. Sono due giorni di lavori scientifici sulla vulnerabilità del territorio, sulla prevenzione dei rischi naturali e di quelli causati dall’uomo e sulla tutela del patrimonio culturale e ambientale della Sicilia sudorientale.
Al centro del confronto c’è una proposta che riguarda da vicino la città: creare a Ragusa un Centro provinciale di monitoraggio dei rischi naturali e antropici, con un ruolo anche regionale. L’idea arriva dalla presidente del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, Maria Rita Annunziata Schembari. Il centro dovrebbe riunire in una sola struttura il monitoraggio sismico, ambientale, delle acque, dei suoli, delle coste e degli ecosistemi marini, sotto il coordinamento del Tavolo tecnico scientifico che ha sede nello stesso ente provinciale.
Il programma tocca i temi più delicati per quest’area: rischio sismico, dissesto idrogeologico, cambiamenti climatici, erosione costiera, innalzamento del livello del mare, scarsità delle risorse idriche, inquinamento marino e rischi legati agli insediamenti industriali.
Francesco Venerando Mantegna, presidente della Conferenza Mediterranea COMEN, ha indicato quali sono le priorità: «Gli scenari di rischio elevato come i grandi terremoti, i cambiamenti climatici, le alluvioni, l’inquinamento marino, la vulnerabilità del patrimonio culturale e gli incidenti industriali sono punti chiave per un corretto governo del territorio in Sicilia sudorientale». Secondo Mantegna bisogna superare «il torpore culturale e l’indifferenza per attuare modelli avanzati di monitoraggio e gestione».
All’iniziativa partecipano la Regione Siciliana, con l’assessorato del Territorio e Ambiente guidato da Giusy Savarino. Hanno dato il patrocinio i Liberi Consorzi Comunali di Ragusa, Siracusa e Caltanissetta, il Comune di Ragusa, l’Università di Messina e il Centro Internazionale Studi sul Barocco. Tra le autorità invitate c’è il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci. Il prefetto Stefano Laporta, vicepresidente dell’Agenzia europea dell’ambiente, interverrà in collegamento dalla sede dell’agenzia a Copenaghen.
Il gruppo dei relatori riunisce ricercatori di INGV, CNR e ISPRA e diversi docenti universitari: Giuseppe Maschio, professore emerito dell’Università di Padova, Nicola Casagli dell’Università di Firenze e Lidietta Giorno, dirigente di ricerca del CNR-ITM. Interverranno anche rappresentanti della Protezione civile e due esperti del territorio, il geologo Rosario Ruggieri e l’agronomo Antonio Megna.
Domenico Patanè, dirigente di ricerca dell’INGV, guiderà la sessione sugli Osservatori sismici urbani e sul rischio dei grandi terremoti. Sono in programma anche un punto sulla frana di Niscemi, un’analisi degli scenari multirischio degli impianti industriali di Priolo-Augusta e di Gela e una sessione sull’intrusione di acqua salata nelle falde costiere, con le conseguenze che ha sull’agricoltura.
Su clima, erosione costiera, desertificazione e contaminazione delle acque sotterranee interverranno il professor Nanni Randazzo e i dirigenti di ricerca dell’INGV Massimo Chiappini e Marco Anzidei.
Una parte dei lavori è dedicata alle città barocche del Val di Noto. Ne parleranno Giuseppe Barone, professore emerito dell’Università di Catania, e Lucia Trigilia, docente dello stesso ateneo.



