Dal 16 al 20 ottobre i camion del Comitato autotrasportatori siciliani resteranno nei piazzali e i loro semirimorchi non verranno movimentati nei porti dell’isola. Il fermo inizia alle 00.01 di venerdì 16 ottobre e finisce alla mezzanotte di martedì 20. Sono cinque giorni di stop contro il caro gasolio e contro i ritardi nei pagamenti del Sea Modal Shift, l’incentivo al trasporto delle merci via mare.
Il fermo è stato annunciato dal coordinatore del Comitato, Salvatore Bella. La protesta è rivolta al governo nazionale: secondo Bella, non è arrivato nessun riscontro alla richiesta di intervento sul prezzo del carburante e nessuna notizia sui pagamenti. «Rimarremo fermi con i nostri camion nei nostri piazzali fino a quando il Governo non ci darà delle risposte», ha dichiarato.
Il nodo principale è il costo del gasolio, che secondo il Comitato ha raggiunto 2,40 euro al litro. «Oggi lavorare in perdita con il gasolio a 2,40 al litro non è più possibile», ha detto Bella. Per ogni mezzo, ha spiegato, le perdite vanno dai 700 ai 900 euro al giorno: «Stiamo accumulando perdite che stanno mettendo a rischio le nostre aziende».
La Regione Siciliana ha messo a disposizione della categoria 15 milioni di euro. Bella ha riconosciuto la disponibilità dell’ente, ma ha detto che le risorse andranno in fretta ai piccoli imprenditori, quelli con flotte da uno a cinque camion che non hanno superato il tetto del de minimis, cioè il regime europeo che limita gli aiuti pubblici di piccola entità.
Per le grandi aziende, quelle che consumano più di 500 mila litri di gasolio al mese, la situazione è diversa. Per loro i benefici arriveranno solo più avanti, perché l’assessorato regionale alle Infrastrutture non ha ancora notificato la misura alla Commissione europea.
Fino all’autorizzazione di Bruxelles, le grandi flotte potranno usare soltanto la quota di de minimis non ancora spesa e un «super de minimis» di 50 mila euro. Secondo il coordinatore, per una grande flotta il maggior costo del gasolio arriva a 120 mila euro al mese. «Questo significa che in un solo mese già hanno consumato il contributo spettante», ha concluso Bella.
Resta da capire cosa succederà dopo il 20 ottobre. Il fermo è stato proclamato per cinque giorni, ma il Comitato fa dipendere la ripresa del lavoro dalle risposte del governo.



