Sono 1.481 Comuni, 5 Regioni, 11 Province e città metropolitane e 4 Unioni di comuni: sono gli enti locali che hanno aderito alla rottamazione quinquies e hanno affidato ad Agenzia delle Entrate-Riscossione il recupero dei propri crediti. Chi ha debiti non pagati per Imu, Tari, Tasi, bollo auto o multe della polizia locale verso uno di questi enti potrà chiedere la definizione agevolata dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026. Pagherà solo quanto non versato a suo tempo, senza sanzioni né interessi.
La mappa delle adesioni divide l’Italia in due. Tra le Regioni hanno aderito Basilicata, Campania, Lazio, Puglia e Umbria. Nessuna Regione del Nord ha aderito. Il 68% degli enti aderenti si trova al Sud o nelle Isole, come ha calcolato Il Sole 24 Ore. Tra le grandi città ci sono Roma, Napoli e Bari, mentre al Nord compaiono le città metropolitane di Venezia, Torino e Genova.
Quali debiti rientrano e quanto si paga
La possibilità di aderire è arrivata con il decreto legge n. 38/2026, che ha allargato la rottamazione quinquies a Regioni ed enti locali. Riguarda i debiti tributari e non tributari affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Restano esclusi i debiti che derivano da condanne della Corte dei conti.
Chi aderisce salda la somma originaria e le spese di notifica e delle procedure esecutive. Le altre voci, cioè interessi e sanzioni, vengono azzerate. Dentro ci sono anche le multe stradali elevate dalla polizia locale.
La misura vale solo se l’ente ha approvato un provvedimento, lo ha pubblicato sul proprio sito istituzionale e lo ha trasmesso ad Agenzia delle Entrate-Riscossione entro il 31 luglio 2026. Non riguarda i tributi che i Comuni riscuotono direttamente né quelli affidati a concessionari privati. Per questi la legge di bilancio 2026 consente ai singoli enti di approvare con delibere e regolamenti una propria definizione agevolata, con regole decise da ciascuna amministrazione.
Le scadenze da segnare
Entro il 15 ottobre 2026 Agenzia delle Entrate-Riscossione pubblicherà sul proprio sito le modalità telematiche per presentare la domanda. Entro la stessa data, nell’area riservata, ogni contribuente troverà l’elenco dei propri carichi rientranti nella sanatoria.
Dopo la domanda, l’Agenzia comunicherà l’importo dovuto entro il 28 febbraio 2027. Si potrà pagare in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure fino a un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, cioè in nove anni.
Per sapere se il proprio Comune ha aderito non serve rivolgersi agli uffici municipali. L’Agenzia ha pubblicato online l’elenco completo degli enti, con l’indicazione di eventuali soggetti terzi che hanno affidato i carichi per loro conto. La legge non prevedeva questa pubblicazione: l’Agenzia l’ha decisa di propria iniziativa.



