Ragusa — A poco più di sei mesi dall’elezione avvenuta nel gennaio 2026, Michelangelo Aurnia traccia il bilancio dei primi mesi alla guida dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Ragusa. Al centro del mandato ci sono formazione specialistica, dialogo con le istituzioni, collaborazione con l’Università e attenzione all’ingresso dei giovani nella professione.
Aurnia, primo modicano a ricoprire la presidenza dell’Ordine, ha impostato il mandato nel segno della continuità con il precedente direttivo e dell’innovazione. L’elezione è stata caratterizzata da una partecipazione del 96% degli iscritti. «Fin dai primi giorni del mio mandato – spiega Aurnia – ho impostato un percorso di continuità e innovazione, raccogliendo l’eredità del precedente direttivo e imprimendo un indirizzo più aperto al confronto istituzionale e alla formazione specialistica».
Tra le attività dei primi mesi figurano gli incontri di aggiornamento professionale sulle novità della Legge di Bilancio 2026. Gli appuntamenti si sono svolti nella sede dell’Ordine e nella sala Avis di Ragusa, affrontando le nuove disposizioni fiscali e le misure di rottamazione attraverso relazioni tecniche e momenti di confronto operativo.
Il rapporto con le istituzioni locali e regionali è stato un altro asse del mandato, con la presenza dell’Ordine nei tavoli dedicati allo sviluppo economico e alla semplificazione amministrativa. Parallelamente, Aurnia ha indicato nella collaborazione con l’Università uno degli strumenti per costruire percorsi formativi integrati e favorire l’ingresso dei giovani attraverso tirocini e progetti di ricerca applicata.
Sul piano professionale, il presidente ha ribadito la volontà di mantenere un Ordine rappresentativo delle diverse componenti della categoria. «La partecipazione al voto — ha dichiarato Aurnia — testimonia una categoria viva che chiede di essere protagonista. Con il nostro programma vogliamo lavorare in continuità con quanto fatto, ma imprimere un indirizzo di innovazione e competenza per governare il cambiamento con etica e visione lungimirante».
La linea indicata per i prossimi anni punta sulla formazione continua e sulla digitalizzazione dei processi, insieme alla costruzione di una rete di relazioni tra professionisti, imprese e istituzioni. «Casa comune» per gli iscritti, l’Ordine viene descritto da Aurnia anche come laboratorio di competenze e interlocutore attivo per lo sviluppo economico del territorio.



