Ragusa ha ottenuto lo stop, almeno per il momento, agli abbattimenti di daini che la Regione aveva programmato a partire dal 1° settembre 2026. La decisione è arrivata al termine di un confronto nella Sala Giunta del Comune, convocato dal sindaco Peppe Cassì e dall’assessore Andrea Distefano con il dirigente del Servizio 15 del Dipartimento regionale dello Sviluppo rurale e territoriale, Tullio Serges, e con le associazioni animaliste e ambientaliste attive sul territorio, sul tema della crescente presenza dei daini e del suo impatto su ambiente, allevamenti e coltivazioni.
Dietro la decisione c’è la preoccupazione di ripetere quanto accaduto nel Parco delle Madonie, dove un piccolo nucleo di daini introdotto alcuni decenni fa si è moltiplicato fino a superare gli oltre 20.000 esemplari, con conseguenze pesanti sull’habitat e sull’economia agricola locale. Al tavolo di Ragusa è intervenuto anche il presidente del Parco delle Madonie e sindaco di Gangi, Giuseppe Ferrarello, accompagnato dal naturalista del Parco Antonio Spinato, per portare la sua testimonianza diretta su quel precedente.
Al confronto, definito franco e a tratti acceso ma costruttivo, hanno preso parte anche il funzionario regionale Angelo Merlino, il veterinario consulente regionale per le attività venatorie Egidio Mallia, e i rappresentanti di tre associazioni: Biagio Battaglia e Resi Iurato per la Lav, Carmela Corallo e Liviana Metallo per la Leidaa, Angelo Rinollo e Claudio Conti per Legambiente.
Al termine dell’incontro, Serges ha confermato la sospensione delle attività di abbattimento dei daini nel territorio ragusano, il cui avvio era fissato per il 1° settembre 2026. Restano invece attive le operazioni di monitoraggio e localizzazione degli animali, avviate il 16 agosto 2026: la nota autorizzativa del Servizio 3 di Palermo indicava come opportuno completare gli eventuali interventi di contenimento prima del 20 settembre 2026, data di apertura della stagione venatoria, per evitare che la concomitante attività di caccia disturbi ulteriormente gli animali.
Il monitoraggio resta in capo ai coadiutori del Servizio 15 Ragusa Rfv, che raccoglieranno dati sulla consistenza e sulla distribuzione del nucleo di daini presente nel territorio. Per questa attività potrà essere chiesta anche la collaborazione delle stesse associazioni animaliste e ambientaliste.
I dati raccolti saranno messi a disposizione di Lav, Leidaa e Legambiente, che entro 30 giorni dalla loro ricezione dovranno presentare un progetto con strumenti e modalità alternative per prevenire e contenere la proliferazione dei daini, con l’obiettivo di ridurre il ricorso all’abbattimento fino, se possibile, a eliminarlo del tutto. La proposta dovrà poi passare al vaglio della Regione e, se condivisa, essere trasmessa all’Ispra per il parere previsto dalla normativa: solo a quel punto verranno prese le decisioni definitive sulla gestione della popolazione di daini nel Ragusano.
«Riteniamo che il risultato raggiunto rappresenti un punto di equilibrio responsabile: non ignorare un fenomeno che deve essere gestito e prevenuto, ma concedere il tempo necessario per conoscere con precisione la consistenza del nucleo presente nel nostro territorio e verificare concretamente la praticabilità di soluzioni alternative», hanno dichiarato il sindaco Peppe Cassì e l’assessore Andrea Distefano. «Adesso saranno i dati e le valutazioni tecnico-scientifiche a guidare le decisioni successive.»
Il nodo resta la data del 20 settembre 2026: da quel giorno la stagione venatoria sarà aperta, e le eventuali attività di contenimento dei daini dovranno fare i conti con la presenza dei cacciatori sullo stesso territorio.



