Il direttore dell’associazione Ragusani nel Mondo, Sebastiano D’Angelo, ha tracciato il bilancio della 31ª edizione della manifestazione del Premio Ragusani nel Mondo, andata in scena in piazza Libertà a Ragusa a un mese di distanza. Ecco la lunga riflessione e ha annunciato l’ipotesi di spostare l’evento dall’estate alla primavera o all’autunno, con un possibile doppio appuntamento nel corso dell’anno.
Ecco le lunghe riflessioni di Sebastiano D’Angelo: “Era stata definita una edizione cerniera fra passato e presente, consapevoli di un glorioso passato ma della necessità di rilanciare l’evento verso un futuro non meno luminoso.
Portare avanti la manifestazione per oltre un trentennio, consolidando un trend organizzativo di assoluto livello, mantenere alto l’interesse dell’opinione pubblica, superare l’inevitabile ripetitività di una formula che pur nel consenso ricevuto presentava qualche segnale di inevitabile stanchezza, determinava una necessaria pausa di riflessione per ipotizzare un rilancio e un dovuto restyling, avviando un nuovo ciclo tale da mantenere alto e immutato il prestigio della manifestazione.
Le premesse c’erano, e ci sono tuttora. Anzitutto l’abbondanza e la qualità delle storie segnalate e raccolte, che assicurano diverse edizioni per i prossimi anni ad un livello non inferiore a quello riscontrato quest’anno. L’edizione appena celebrata ne ha dato piena conferma, con sei storie presentate degne della migliore menzione.
Poi la necessità di puntare in modo prioritario alla valorizzazione dei profili dei Premiati selezionati, relegando la parte dello spettacolo, pur necessaria ed attesa, ad una funzione di mero contorno, evitando di soprapporre l’immagine degli artisti di fama a quella dei soggetti insigniti del riconoscimento, veri protagonisti della manifestazione, che, è bene sempre ricordare, è soprattutto un evento culturale, prima ancora che spettacolo.
Peraltro le limitate risorse finanziarie di cui l’evento dispone, insignificanti al cospetto di analoghe manifestazioni che godono in campo regionale e nazionale di ben altri supporti pubblici, comportano una attenta ed oculata gestione, e non consentono di poter inserire artisti di prima fascia, i cui cashet dopo l’era del Covid sono letteralmente esplosi.
Altra premessa confortante è quella di poter contare su uno staff di collaboratori di assoluta eccellenza, che con pluriennale esperienza, competenza e passione assicurano un livello di prestazioni unico nel panorama provinciale.
Infine il mecenatismo culturale di una selezione di aziende del territorio e una maggiore attenzione delle Istituzioni pubbliche garantiscono all’evento la linfa necessaria per poter proseguire lungo il cammino tracciato.
Ma tutto questo era sufficiente per riempire la Piazza Libertà come nel passato, quando il richiamo maggiore era rappresentato da artisti di notorietà nazionale?
Era sufficiente solo l’alto profilo dei Premiati per catalizzare l’interesse degli appassionati?
Non era scontato e c’erano forti perplessità al riguardo.
Il risultato ha superato ogni più rosea previsione. Piazza Libertà è tornata agli antichi splendori, con un pubblico che ha riempito ogni settore, la Tv privata e i social hanno coinvolto ( dati auditel e riscontrabili ), oltre 100mila spettatori, l’Orchestra Philarmonic di Catania, insieme con il piccolo genio del pianoforte Alessandro Gersi, hanno dato all’evento un tocco di seducente leggerezza, la sobria scenografia, ricca di luci e suggestioni variopinte, ha dato un tocco di eleganza, i presentatori come sempre padroni della scena, per un prodotto finale che ha riscontrato unanime consenso. Le voci critiche ridotte al silenzio o ad un flebile gemito. Senza dimenticare un quadro di rappresentanza istituzionale mai cosi’ ricco, con due Sottosegretari, Senatori e Deputati bipartzan, e quasi tutti i Sindaci dei Comuni della Provincia.
Quale altro evento nel territorio puo’ vantare simile risultato?
E cosi’ abbiamo provato a rivitalizzare il Premio e avviare un nuovo ciclo, ma con grosse novità all’orizzonte, su cui nei prossimi mesi si avrà modo di riflettere.
Anzitutto lo spostamento della data e della location, dalla torrida estate alla primavera o all’autunno, o entrambe, con due sessioni possibili del Premio, e poi anche della location, portandolo in teatri chiusi, e ponendo le premesse per il coinvolgimento dei Comuni della Provincia.
Da tempo se ne parla, forse oggi i tempi sono maturi perché città come Vittoria e Modica, titolari di prestigiose strutture teatrali, possano finalmente ospitare l’evento.
Se son rose…..intanto è il momento di godere di un risultato che ha confermato l’indiscutibile validità di un evento che non teme l’usura del tempo, e che ci viene ammirato ed invidiato in campo regionale nazionale.
Il Premio ha ancora una ragione d’essere, anzi, in tempi in cui si è alla ricerca di una forte matrice identitaria nella vita pubblica e privata, l’ha ancora di più”



