È la prima applicazione da parte della Polizia Locale di Ragusa del nuovo articolo 192, comma 7-bis, del Codice della Strada, introdotto nel 2026 per punire penalmente le fughe pericolose da un controllo di polizia. Un episodio che assume quindi particolare rilievo anche sul piano dell’attività di sicurezza stradale.
È accaduto intorno alle 12 del 12 agosto, a Marina di Ragusa, quando una pattuglia della Polizia Locale, impegnata nel consueto servizio di controllo del territorio, ha notato un’autovettura procedere con un’andatura non regolare. Gli agenti hanno intimato l’alt utilizzando i dispositivi luminosi di emergenza, ma il conducente, invece di fermarsi, ha accelerato dando vita a un inseguimento.
La fuga è proseguita lungo via L. Rizzo, dove l’uomo ha percorso contromano una carreggiata separata, creando una situazione di concreto pericolo per gli altri utenti della strada. La corsa si è conclusa in via Donnalucata, quando il conducente ha finalmente arrestato la marcia.
Alla luce della fuga e dei numerosi precedenti a suo carico, anche per reati legati a furti e stupefacenti, gli agenti hanno proceduto, con il supporto dei Carabinieri intervenuti in ausilio, a una perquisizione personale e veicolare. Gli accertamenti hanno dato esito negativo.
Il conducente è stato quindi denunciato a piede libero per la nuova fattispecie di fuga stradale pericolosa e gli è stata ritirata la patente.
La novità è contenuta nel comma 7-bis dell’articolo 192 del Codice della Strada. La norma stabilisce che chi, dopo l’obbligo di fermarsi a un controllo, si dà alla fuga con modalità tali da mettere in pericolo l’incolumità altrui, commette un reato punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Sono inoltre previste la sospensione della patente da uno a due anni e la confisca del veicolo, salvo che appartenga a una persona estranea al reato.
La disposizione è entrata in vigore il 25 aprile 2026, dopo la conversione del decreto-legge n. 23 del 24 febbraio 2026. La modifica ha trasformato in una specifica fattispecie penale quella fuga che non si limita al mancato rispetto dell’alt, ma viene accompagnata da una condotta concretamente pericolosa per gli altri.
Ed è proprio questo l’elemento che distingue la nuova norma dalla semplice violazione dell’obbligo di fermarsi: non basta fuggire, la fuga deve avvenire con modalità tali da mettere in pericolo l’incolumità altrui. Nel caso di Marina di Ragusa, la fuga ad alta velocità e soprattutto il percorso contromano rappresentano gli elementi che hanno portato alla contestazione della nuova fattispecie.
La riforma ha inoltre previsto la possibilità dell’arresto in flagranza differita nei casi in cui non sia possibile procedere immediatamente per ragioni di sicurezza o di tutela dell’incolumità pubblica o individuale.
“Per la Polizia Locale di Ragusa si tratta dunque della prima contestazione del nuovo reato e, al di là dell’aspetto strettamente normativo, l’episodio evidenzia il valore del controllo quotidiano del territorio – sottolinea l’assessore comunale alla Polizia Locale, Giovanni Gurrieri – La pattuglia era infatti impegnata in un normale servizio di vigilanza quando ha intercettato una situazione che avrebbe potuto trasformarsi in un pericolo per gli altri automobilisti. La presenza degli agenti ha consentito di intervenire, inseguire il veicolo e fermare il conducente, evitando che la fuga potesse proseguire”.
Un’attività che va oltre la semplice funzione sanzionatoria e che conferma il ruolo della Polizia Locale come presidio quotidiano di sicurezza, attraverso prevenzione, controllo e intervento diretto sulle situazioni di rischio. Inoltre l’incremento delle unità operative con l’ingresso degli agenti stagionali, l’utilizzo di nuovi mezzi in dotazione e le maggiori politiche di presidio del territorio permettono di raggiungere maggiori risultati a beneficio della collettività.



