Monterosso Almo chiede l’intervento del Prefetto di Ragusa contro l’emergenza cinghiali. Il sindaco Salvatore Pagano ha inviato venerdì 21 agosto 2026 una lettera protocollata al numero 9158, denunciando quella che definisce una situazione di grave rischio per l’incolumità pubblica, la sicurezza stradale e la sopravvivenza delle aziende agricole del territorio.
La lettera, sei pagine, non si ferma al Prefetto. Pagano ha coinvolto anche il presidente della Regione Siciliana, gli assessori regionali all’Agricoltura e alla Salute, il Dipartimento Sviluppo Rurale, il Questore, i comandi provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza, il Corpo Forestale, il Libero Consorzio di Ragusa, l’Asp e i sindaci dei comuni limitrofi di Buccheri, Giarratana, Licodia Eubea, Ragusa e Vizzini. È la prima volta che il Comune di Monterosso Almo allarga la richiesta a un fronte istituzionale così ampio.
Nel documento si legge che, nonostante il quadro normativo e gli strumenti regionali già previsti per il contenimento, nel territorio di Monterosso Almo e nelle aree limitrofe il fenomeno «continua a manifestarsi con carattere di particolare gravità e continuità». I cinghiali non restano più confinati nelle aree boschive e rurali: si spingono sempre più spesso vicino ai centri abitati e lungo le strade comunali e provinciali, con un rischio crescente di incidenti.
Ai pericoli per le persone si aggiungono i danni alle colture, ai terreni, alle recinzioni e alle strutture rurali, con costi che il sindaco descrive in aumento per le aziende agricole della zona.
Pagano richiama la legge nazionale 157 del 1992, il Piano regionale di interventi urgenti per la gestione della Peste Suina Africana (Priu Sicilia 2022-2026) e il Piano straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica 2025-2029, approvato dalla Giunta regionale nel febbraio 2025. «Piani che individuano espressamente il cinghiale tra le specie da controllare», scrive il sindaco, «ma le attività di controllo finora effettuate, per modalità, intensità, frequenza ed estensione territoriale, non hanno prodotto risultati sufficienti». Per il primo cittadino l’esperienza sul territorio «evidenzia una significativa distanza tra gli obiettivi perseguiti e i risultati effettivamente conseguiti».
Tra le richieste al Prefetto, la convocazione urgente del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, allargata a tutti i sindaci interessati, e una verifica puntuale da parte della Regione sull’efficacia dei piani già in vigore: quanti interventi sono stati effettuati, quanti capi catturati o abbattuti, quanti operatori abilitati impiegati, quanti danni denunciati e quanti incidenti stradali registrati nel territorio.
Il Comune chiede anche un coordinamento permanente tra Prefettura, Regione, Comuni, Corpo Forestale, Carabinieri, Polizia e Asp, un sistema di monitoraggio territoriale stabile e, dove necessario, misure urgenti nelle aree considerate più a rischio. Non è stata ancora fissata una data per l’eventuale convocazione del comitato.
Pagano dichiara la «piena disponibilità a collaborare» del Comune e non esclude, se ne ricorreranno i presupposti di legge, di adottare ordinanze contingibili e urgenti per la tutela dell’incolumità pubblica. «Non chiediamo deroghe», scrive nella parte conclusiva della lettera, «ma che le norme e gli strumenti già previsti siano concretamente utilizzati in maniera efficace, coordinata e proporzionata».



