Il gruppo consiliare Prendiamoci Cura, il 6 agosto, ha abbandonato la maggioranza del Comune di Modica, passando formalmente all’opposizione. L’annuncio è stato dato in aula durante la seduta del Consiglio Comunale dalla consigliera Neva Guccione, che ha spiegato come la scelta sia maturata dopo settimane di riflessione su una crisi politica che ha paralizzato l’attività amministrativa per mesi.
Il passaggio non è stata la parte più dirompente dell’intervento. Guccione ha lanciato una proposta che ha investito l’intero Consiglio, maggioranza e opposizione: dimissioni collettive di tutti i consiglieri per restituire la parola ai cittadini.
«Non abbiamo visto una verifica sui programmi, sugli obiettivi raggiunti, sul dissesto finanziario, sulle opere pubbliche, sui servizi, sulle imprese, sui giovani e sulle famiglie — ha dichiarato Guccione —. Abbiamo visto, invece, una verifica sulle poltrone: chi doveva entrare, chi doveva uscire, chi doveva essere accontentato e chi doveva essere sacrificato». Una lettura della crisi che chiama in causa non solo la giunta, ma l’intero arco politico presente in aula.
Prendiamoci Cura era nata come lista della sindaca con sei consiglieri e quattro assessori. Due di questi ultimi, Antonio Drago e Tino Antoci, avevano già lasciato l’amministrazione nelle settimane precedenti. Guccione li ha citati esplicitamente: «Sono orgogliosa che siano stati i due assessori espressione del nostro gruppo politico a lasciare questa Amministrazione, perché hanno dimostrato che esiste ancora una cosa che viene prima delle poltrone: la dignità». Il gruppo ha scelto di mantenere il nome originale, ritenendolo un impegno preso con gli elettori che non viene meno con il cambio di collocazione.
Nel corso dell’intervento, Guccione ha rivolto domande precise ad alcune forze del centrodestra. Ha chiesto dove siano finiti Fratelli d’Italia e MPA nel processo di allargamento della maggioranza, e ha puntato un quesito diretto alla Democrazia Cristiana: se il partito — che avrebbe undici consiglieri — ritiene conclusa questa esperienza amministrativa, perché non ha mai presentato una mozione di sfiducia? «C’è forse un accordo, di cui non siamo a conoscenza, che mette d’accordo una parte di questa opposizione con la maggioranza che rimane?» ha chiesto la consigliera, precisando che la domanda non riguarda solo il suo gruppo: «fuori da quest’Aula se la stanno ponendo tanti cittadini».
La proposta di dimissioni collettive è arrivata nella parte finale dell’intervento, formulata senza attenuazioni: «Se davvero ritenete che questa Amministrazione abbia fallito, dimostratelo. Se davvero l’unico interesse che ci muove è quello di Modica, dimostriamolo tutti insieme: dimettiamoci tutti». Guccione ha incluso il proprio gruppo nella responsabilità complessiva: «Ha fallito la maggioranza, ha fallito l’opposizione, ha fallito l’Amministrazione, ha fallito nel suo complesso il Consiglio Comunale. Nessuno escluso».
Sul ruolo che il gruppo intende svolgere da ora in poi, la consigliera è stata netta: «Saremo un’opposizione seria, responsabile e libera. Mai pregiudiziale. Sosterremo ogni provvedimento che riterremo utile alla città, indipendentemente da chi lo proporrà». L’ipotesi di rassegnare il mandato era stata valutata anche per le singole consigliere, ma scartata: «Abbiamo scelto di restare, non per difendere una poltrona — ha spiegato —. Se così fosse, oggi saremmo ancora sedute in maggioranza».



