Versalis ridimensiona Ragusa: per il M5S è un «declassamento evidente». Il tavolo Mimit–Versalis del 30 luglio scorso ha riaperto le preoccupazioni sul futuro dello stabilimento di Ragusa. Dall’analisi dei verbali ministeriali, il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Sergio Firrincieli parla di un ridimensionamento netto del sito ragusano rispetto agli altri poli coinvolti nel piano di riconversione del gruppo chimico.
Mentre Priolo incassa investimenti per una nuova bioraffineria e per l’impianto di riciclo chimico “Hoop”, e Brindisi si prepara a ospitare una Gigafactory per sistemi di accumulo energetico, Ragusa ottiene qualcosa di ben diverso — e, secondo Firrincieli, di molto meno.
«Per il nostro territorio si parla soltanto di un hub per startup e di un centro sperimentale di riciclo meccanico con orizzonte 2028», ha dichiarato il consigliere. «Da polo produttivo strategico diventiamo un presidio di servizio, senza volumi industriali e senza indotto». Lo stabilimento è fermo da oltre due anni: attendere il 2028 per l’avvio di un centro sperimentale, sostiene Firrincieli, significa condannare l’intero sistema di aziende che per decenni ha ruotato attorno al sito — manutenzione, logistica, servizi.
A pesare c’è anche la sparizione del progetto Agri Hub/Agri Feedstock, presentato negli anni scorsi come collegamento tra industria, agricoltura e trasporti. «Il progetto non compare più nei resoconti del Mimit», ha spiegato Firrincieli. «È stato presentato senza coinvolgere consorzi, associazioni di categoria e filiere produttive. Oggi non esiste più, lasciando il settore agricolo e quello dei trasporti senza alcuna prospettiva».
Firrincieli smonta anche l’ottimismo legato all’aumento del budget complessivo del piano: il passaggio da 2 a 2,5 miliardi non corrisponde a nuove opere, ma è la diretta conseguenza dell’inflazione e del rincaro dei materiali. Sul fronte occupazionale, riconosce l’importanza delle garanzie stipendiali per i lavoratori diretti, ma insiste sulla distinzione: «Un territorio non vive solo degli stipendi dei dipendenti diretti. Senza un sito produttivo ad alta intensità, Ragusa perde Pil, perde occupazione nell’indotto e vede impoverirsi il proprio tessuto economico. La salvaguardia dei lavoratori è fondamentale, ma non può sostituire una strategia industriale».
L’appello finale è diretto al sindaco di Ragusa: «Chiediamo al sindaco di uscire dal silenzio e di esercitare un pressing politico forte sul presidente della Regione, Renato Schifani, e sulla deputazione regionale e nazionale di maggioranza. Esiste una continuità politica tra Comune, Regione e Governo: è doveroso utilizzarla per ottenere modifiche sostanziali al piano di riconversione». Firrincieli chiede garanzie vincolanti per le imprese dell’indotto, un cronoprogramma certo e investimenti ad alto valore tecnologico: «Non promesse da campagna elettorale».

