L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato in via definitiva la norma che consente ai contribuenti siciliani di sanare le pendenze fiscali regionali — comprese le tasse automobilistiche — pagando solo il capitale dovuto, senza sanzioni né interessi. La scadenza per aderire è il 31 ottobre 2026.
Il provvedimento riguarda tutte le entrate regionali e i tributi propri non pagati entro il 31 dicembre 2025. Primo firmatario dell’emendamento è l’onorevole Ignazio Abbate, Presidente della I Commissione Affari Istituzionali e componente della Commissione Bilancio, che ha promosso la misura insieme al gruppo parlamentare della Democrazia Cristiana.
Uno degli effetti più attesi riguarda le cartelle più difficili da chiudere: quelle in cui a tributi regionali e nazionali si erano cumulate tasse automobilistiche e concessioni governative, bloccando ogni possibilità di accordo per anni. «Finalmente si sbloccano quelle cartelle in cui, oltre ai tributi regionali e nazionali, erano inglobate anche le tasse automobilistiche e le concessioni governative», ha dichiarato Abbate. «Questo voto mette fine a blocchi e procedure che gravavano da anni sui contribuenti siciliani, consentendo una boccata d’ossigeno concreta e chiudendo definitivamente il contenzioso.»
La legge recepisce le disposizioni nazionali contenute nei commi 102-110 della legge n. 199 del 30 dicembre 2025. L’abbattimento riguarda esclusivamente sanzioni e interessi: il capitale resta dovuto per intero. Abbate ha difeso espressamente questa impostazione come garanzia di equità verso chi ha già pagato in regola.
Tra i destinatari ci sono anche molti Comuni in dissesto finanziario: avevano iscritto a bilancio la sorte capitale, ma non disponevano delle risorse per coprire sanzioni e interessi, accumulando debiti fuori bilancio che la nuova norma potrebbe finalmente permettere di chiudere.
La procedura concreta non è ancora operativa. Dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, l’Assessore regionale all’Economia avrà 30 giorni per emanare il decreto attuativo: sarà quel provvedimento a definire le modalità con cui i contribuenti potranno individuare i debiti ammissibili e procedere al pagamento. Solo a quel punto sarà possibile aderire, nel rispetto della scadenza del 31 ottobre 2026.



