Tre provvedimenti di esdebitazione del debitore incapiente in appena sei mesi. È il bilancio registrato dal Tribunale di Ragusa, che ha applicato uno degli strumenti previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza per consentire a persone prive di beni e di risorse economiche di liberarsi dai debiti contratti in buona fede. Due delle decisioni sono state emesse nella stessa giornata, il 16 luglio, segnando un risultato che evidenzia la crescente operatività dell’istituto nel territorio ibleo.
I provvedimenti riguardano situazioni personali differenti, accomunate dall’impossibilità oggettiva di far fronte alle obbligazioni assunte. Il primo caso, definito il 29 dicembre 2025, ha interessato una lavoratrice dipendente che, dopo una grave crisi familiare e la perdita della propria abitazione, aveva accumulato debiti per 25.447 euro. Il Tribunale ha riconosciuto la sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa, dichiarando inesigibile l’intero importo.
Le altre due decisioni hanno riguardato una coppia di ex piccoli imprenditori attivi nel settore della lavorazione e commercializzazione delle carni. La crisi del commercio tradizionale e la perdita degli immobili hanno compromesso definitivamente la loro situazione economica. Per il marito è stata disposta l’esdebitazione di 80.942,25 euro, mentre alla moglie sono stati cancellati debiti per 53.350,97 euro. Anche in questo caso il Tribunale ha ritenuto sussistenti le condizioni richieste dalla legge.
L’esdebitazione del debitore incapiente rappresenta uno degli strumenti più innovativi introdotti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. La misura può essere concessa una sola volta nella vita ed è destinata a chi, pur avendo contratto debiti senza comportamenti fraudolenti, non dispone di patrimonio né di redditi tali da offrire ai creditori alcuna utilità, nemmeno in prospettiva futura. L’obiettivo è consentire un nuovo inizio a chi si trova in una condizione di insolvenza irreversibile, purché venga accertata la buona fede e la meritevolezza del richiedente.
Secondo il presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Ragusa, Michelangelo Aurnia, le recenti decisioni testimoniano l’efficacia dello strumento previsto dalla normativa e il valore sociale dell’istituto. Aurnia attribuisce il risultato anche al lavoro svolto dall’Organismo di composizione della crisi (OCC) dell’Ordine, coordinato dal referente Salvatore Barracca, che ha seguito l’istruttoria dei procedimenti, valutando la situazione economica e personale dei richiedenti prima della presentazione delle domande al Tribunale.
L’attività dell’OCC assume un ruolo centrale nelle procedure di sovraindebitamento, poiché richiede verifiche approfondite sulla posizione del debitore, sulla sua condotta e sulla reale impossibilità di soddisfare i creditori. Solo dopo questo percorso può essere richiesta l’esdebitazione, che resta subordinata alla decisione dell’autorità giudiziaria.
I tre provvedimenti adottati dal Tribunale di Ragusa mostrano come lo strumento possa trovare applicazione in situazioni molto diverse tra loro: lavoratori dipendenti, famiglie e piccoli imprenditori colpiti da crisi economiche o vicende personali possono, in presenza dei requisiti previsti dalla legge, ottenere la cancellazione dei debiti non più sostenibili e riprendere un percorso economico senza il peso delle passività accumulate.



