La possibilità di superare il limite del regime “de minimis” per gli incentivi alle assunzioni in Sicilia compie un passo avanti. A riaprire il confronto è il parere espresso nei giorni scorsi dal Consiglio di Giustizia Amministrativa (Cga), che individua i presupposti giuridici affinché la Regione possa sostenere una misura di aiuto alle imprese senza essere vincolata al tetto previsto dalla disciplina europea sugli aiuti di Stato, a condizione che vengano rispettati specifici requisiti.
La questione riguarda gli incentivi alle assunzioni previsti dall’articolo 1 della legge di stabilità regionale 2026-2028. Il nodo è rappresentato dal limite del cosiddetto “de minimis”, che oggi consente a un’impresa di ricevere aiuti pubblici fino a 300 mila euro nell’arco di tre anni. Il parere del Cga apre invece alla possibilità di adottare un regime differente, purché la Regione dimostri di possedere i requisiti di autonomia istituzionale e procedurale individuati dalla giurisprudenza europea nel cosiddetto “caso Azzorre”.
Secondo quanto emerge dal parere, uno degli elementi decisivi sarà la capacità della Regione Siciliana di dimostrare che gli incentivi siano finanziati con risorse proprie regionali e che la misura venga applicata in modo uniforme sull’intero territorio, senza carattere selettivo. Si tratta di una condizione che dovrà essere verificata nel prosieguo dell’iter amministrativo e nel successivo confronto con la Commissione europea.
Per il sistema produttivo siciliano si tratterebbe di un cambiamento significativo. Confcommercio Sicilia, commentando il pronunciamento del Cga, sottolinea come l’eventuale superamento del limite possa rafforzare gli strumenti a disposizione delle imprese per favorire nuove assunzioni, in particolare nelle realtà di minori dimensioni.
«È un’apertura importante, che aspettavamo da tempo», afferma il presidente di Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti. Secondo il rappresentante dell’associazione, commercio, turismo e servizi operano in un contesto caratterizzato da salari inferiori alla media nazionale e da una contrazione dell’occupazione, richiamando anche i più recenti dati dell’Inps citati dall’organizzazione. In questo scenario, la possibilità di superare il limite dei 300 mila euro per impresa nell’arco di tre anni rappresenterebbe, secondo Manenti, uno strumento più efficace per sostenere le assunzioni, soprattutto nelle micro e piccole imprese che costituiscono la gran parte del tessuto produttivo dell’Isola.
L’associazione di categoria ha espresso apprezzamento anche per l’attività svolta dall’assessore regionale all’Economia, Alessandro Dagnino, impegnato sul dossier che ha portato alla richiesta del parere. Confcommercio auspica che il governo regionale guidato dal presidente Renato Schifani prosegua ora il percorso istituzionale previsto, che comprende il passaggio davanti alle Sezioni riunite del Consiglio di Stato e, successivamente, il confronto con la Commissione europea.
L’iter, dunque, non può ancora considerarsi concluso. Il parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa rappresenta un passaggio favorevole, ma non equivale all’autorizzazione definitiva per l’applicazione del nuovo regime di aiuti. Restano infatti da affrontare le successive verifiche giuridiche e amministrative, oltre all’eventuale valutazione delle istituzioni europee, chiamate a pronunciarsi sulla compatibilità della misura con la normativa sugli aiuti di Stato.
Confcommercio Sicilia ha infine ribadito la disponibilità a collaborare con la Regione nella definizione degli strumenti attuativi, con l’obiettivo dichiarato di rendere gli incentivi effettivamente accessibili alle imprese qualora il percorso amministrativo e comunitario si concluda positivamente.



